Il Natale e quell’energia che non si vede, ma si sente!
Tiziana Barrella – Il Natale ha un’energia particolare. Non è solo una data sul calendario, né un rituale che si ripete per abitudine. È un tempo denso, carico di significati visibili e invisibili, che andrebbe vissuto con maggiore consapevolezza e meno superficialità.
Dal punto di vista cristiano, il Natale celebra una nascita che cambia la storia: un messaggio di amore, speranza e rinnovamento. Ma anche al di fuori della dimensione religiosa, questo periodo dell’anno attiva qualcosa di più ampio, quasi collettivo. È qui che entra in gioco il concetto di “egregora” una forma di energia condivisa che nasce quando molte persone concentrano pensieri, emozioni e intenzioni nella stessa direzione.
Durante il Natale accade proprio questo. Milioni di individui, spesso senza rendersene conto, pensano agli affetti, al perdono, alla famiglia, al desiderio di stare insieme. Anche chi vive queste giornate con nostalgia o malinconia contribuisce comunque a un campo emotivo comune. L’egregora natalizia si nutre di gesti semplici: una telefonata in più, una tavola apparecchiata, un regalo pensato, un ricordo che riaffiora. È una corrente silenziosa ma potente.
C’è una frase che torna spesso in ambito filosofico e spirituale: “Il pensiero è materia” .Non nel senso fisico del termine, ma come forza capace di influenzare la realtà. I pensieri generano emozioni, le emozioni guidano le azioni, e le azioni modificano il mondo. In questo senso, il Natale diventa un enorme laboratorio energetico collettivo: ciò che pensiamo e sentiamo in questi giorni ha un peso maggiore, perché si somma a quello degli altri.
È vero, per molti il Natale è diventato un grande affare economico. Consumi, luci, pubblicità, corse ai regali. Ma ridurre tutto a questo sarebbe un errore. Anche dentro la dimensione commerciale continua a circolare uno “scambio di energia positiva”
il desiderio di donare, di sorprendere, di rendere felice qualcuno, ed anche quando si dona solo perché è “necessario farlo” e’ sempre qualcosa di bello!
Non è l’oggetto in sé a contare, ma l’intenzione che lo accompagna, non è il messaggio di testo che arriva sui nostri cellulari a cambiarci la giornata, ma il fatto stesso che chi lo ha inoltrato ci ha regalato un istante del suo tempo per farlo!
Forse il valore più autentico del Natale sta proprio qui: nella possibilità di rallentare, di ascoltare ciò che si muove sotto la superficie. È un momento prezioso perché amplifica ciò che portiamo dentro. Per questo non va sottovalutato. Ogni parola gentile, ogni pensiero consapevole, ogni gesto sincero contribuisce a rafforzare quell’egregora che, per qualche giorno, rende il mondo un luogo un po’ più luminoso.
Il Natale passa, come tutte le feste. Ma l’energia che generiamo può restare. Sta a noi decidere se lasciarla dissolvere o portarla con noi anche oltre le luci e le decorazioni.
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