Inaugurata la Biblioteca Enrico De Nicola, innovazione e inclusione sociale
Redazione – A Santa Maria Capua Vetere, nel cuore della provincia di Caserta, è stata ufficialmente inaugurata la nuova Biblioteca del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, ora intitolata a Enrico De Nicola. La cerimonia, con la scoperta della targa, ha segnato un momento di grande valore simbolico per l’intero territorio casertano, che si conferma protagonista di un percorso di innovazione culturale e sociale sostenuto dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR Cultura. L’evento ha acceso i riflettori su Palazzo Melzi, sede storica del Dipartimento di Giurisprudenza, luogo emblematico del sistema giudiziario campano, trasformato oggi in un presidio di accessibilità e conoscenza aperto alla comunità. La scelta di dedicare la biblioteca al primo Capo dello Stato italiano rafforza il legame con i principi costituzionali e con la memoria repubblicana, offrendo agli studenti e ai cittadini un riferimento autorevole per la formazione civica e giuridica.
Il progetto “Biblioteche 4.0” ha permesso di ripensare completamente gli spazi e i servizi, eliminando ostacoli fisici e cognitivi e introducendo strumenti capaci di rendere la cultura davvero fruibile a tutti. I quasi centomila volumi custoditi nella biblioteca, insieme ai fondi storici provenienti dai tribunali del territorio, diventano così patrimonio condiviso senza più barriere. Tra le innovazioni più significative spicca il servizio di audiolibri con voce umana, che consente anche a persone con difficoltà visive o con disturbi specifici dell’apprendimento di accedere a un catalogo ampio e in costante aggiornamento. Accanto a questo, uno scaffale inclusivo pensato per accogliere studenti delle scuole della provincia e integrare testi utili alla didattica, favorendo un dialogo continuo tra università e territorio.
La modernizzazione non si limita ai contenuti: postazioni di prestito automatico, armadietti intelligenti per il ritiro dei libri, sistemi di restituzione automatizzata e scanner ad alta risoluzione con lettura vocale rappresentano un salto tecnologico importante per Caserta e per l’intera Campania. È un segnale concreto di come la provincia possa guidare processi di innovazione culturale, diventando modello di buone pratiche a livello nazionale.
Particolarmente significativa è la collaborazione con la Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere, attraverso un gemellaggio con la biblioteca interna intitolata a Rita Atria e Imma Cavagnuolo. Uno scambio che va oltre i libri e punta a costruire percorsi comuni di crescita, tra incontri con autori, laboratori di lettura e iniziative culturali capaci di coinvolgere detenuti, studenti e operatori, rafforzando il tessuto sociale della provincia.
Caserta e il suo hinterland dimostrano così che la cultura di prossimità può diventare leva di inclusione, sviluppo e riscatto. La nuova Biblioteca Enrico De Nicola non è soltanto uno spazio rinnovato, ma un simbolo di comunità che investe sul sapere come strumento di coesione e futuro.
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