La città di Capua e le sue origini, dalla storia alle tradizioni

La città di Capua e le sue origini, dalla storia alle tradizioni

Press Liceo Manzoni – Tra le rive lente del Volturno e le pietre antiche che raccontano millenni di storia, Capua si svela come un mosaico vivo di tradizioni, sapori e memorie.
Ma per comprendere davvero l’anima di questa città, è necessario tornare indietro nel tempo, alle sue origini leggendarie e al significato stesso del suo nome. La storia di Capua affonda le sue radici in epoche remote, quando il territorio era abitato dagli Osci e successivamente dominato dagli Etruschi e dai Sanniti, prima di diventare una delle città più importanti dell’antica Roma (in età romana, la città raggiunse il suo massimo splendore, tanto da essere considerata una delle città più ricche e influenti della penisola, seconda solo a Roma per importanza e prestigio). Secondo alcune tradizioni, il nome “Capua” deriverebbe da Capys, mitico fondatore della città, figura legata alla leggenda troiana; altre interpretazioni lo collegano invece al termine latino caput (testa), a indicare il ruolo di ‘città principale’ o centro di riferimento del territorio. Di questa lunga e prosperosa storia, oramai non restano altro che semplici ma fondamentali rovine, che fungono da memoria di una lontana epoca di gloria. I tipi di reperti spaziano dalle imponenti strutture romane alle enigmatiche statue votive, fino ai corredi funerari che raccontano la vita quotidiana delle antiche popolazioni. 

Da visitare c’è poi il Museo Campano dove sono conservate le Matres Matutae, statue in tufo raffiguranti donne sedute con uno o più bambini in braccio e, risalenti all’incirca tra il VI e il II secolo a. C., erano offerte votive legate al culto della fertilità, rappresentando così una delle collezioni più importanti al mondo nel loro genere; ancora vasti  corredi di vasi in ceramica decorata, armi, armature sannitiche, gioielli e oggetti di uso quotidiano, che permettono di ricostruire la vita quotidiana, le gerarchie sociali e i rituali funerari delle antiche popolazioni locali.

Sebbene Capua sia nota soprattutto per i reperti di epoca romana, essa conserva anche importanti testimonianze medievali, a dimostrazione di una storia ricca e stratificata: tra sculture, rilievi, religiosi, affreschi, decorazioni nelle chiese,  elementi architettonici longobardi e normanni, si erge il superbo Duomo di Capua. Dedicato a Santa Maria Assunta, il Duomo è uno dei principali edifici religiosi della città. Risalente all’età Medievale, fu costruito intorno all’XI secolo e più volte restaurato nel tempo; esso presenta una struttura armoniosa con navate ampie, colonne antiche spesso riutilizzate da edifici romani e una suggestiva cripta. Un tempo, la cattedrale era inoltre impreziosita da un raffinato mosaico medievale, oggi perduto, la cui memoria testimonia ulteriormente l’importanza artistica e religiosa del complesso. 
Visitare questo luogo permette di cogliere un aspetto più raccolto e spirituale della città, completando l’esperienza storica offerta dai grandi monumenti antichi. In questo intreccio di testimonianze antiche e medievali, Capua rivela dunque la profondità della propria identità storica; una ricchezza che non si esaurisce nei monumenti, ma continua a vivere anche nelle tradizioni popolari e nelle manifestazioni culturali che ancora oggi animano la città, come il suo celebre Carnevale.
Il Carnevale di Capua si conferma anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi della provincia, capace di trasformare il cuore storico di Capua in un palcoscenico a cielo aperto fatto di colori, musica e satira. 

Le sue radici affondano in antiche tradizioni popolari e riti di passaggio legati al ciclo delle stagioni, quando la comunità celebrava, tra eccessi e travestimenti, l’addio all’inverno e l’arrivo della primavera. Tra imponenti carri allegorici in cartapesta e cortei mascherati che coinvolgono scuole e associazioni locali, la manifestazione mantiene viva la tradizione del simbolico passaggio di potere a Re Carnevale, figura centrale che riceve le chiavi della città e guida i festeggiamenti fino al suggestivo epilogo sulle rive del Volturno.
Non manca la consueta vena ironica contro politica e costume, mentre l’edizione 2026 ha visto anche la partecipazione di volti storici come Erennio De Vita, confermando il forte legame tra memoria, racconto collettivo e rinnovamento in una festa che continua a coinvolgere intere generazioni. Capua, oltre ad avere un imponente apparato di tradizioni (come per l’appunto il Carnevale) ed una storia che spazia nei secoli, è anche nota per la propria ricca cultura gastronomica. Infatti, il territorio capuano è rinomato per la produzione di prodotti caseari tra cui spicca per eccellenza la Mozzarella di Bufala Campana DOP. Inoltre, sulla base di testimonianze scritte risalenti al XII, si ritiene che la città sia proprio il luogo dove è stata inventato la pratica della mozzatura. L’ “oro bianco” ha come antenato il formaggio chiamato “mozza” o “provatura” (in caso di affumicatura) che i Monaci del monastero di San Lorenzo in Capua erano soliti offrire ai pellegrini accompagnato con il pane. Sarebbe però riduttivo confinare la tradizione culinaria capuana alla sola produzione di lattici: questa già in epoca romana era famosa per la ricchezza di prodotti provenienti dalla feconda pianura campana e per l’abbondante cucina. Catone nel De Agricoltura descrive la preparazione del “libum”: un tipo di focaccia a base di formaggio, che veniva offerto alle divinità. La minestra maritata è certamente il prodotto simbolo dalle tradizione genuina e profondamente legata al territorio: piatto che marita i prodotti della terra e dei pascoli.
Fra le tradizionali specialitá dolciarie
sono noti i taralli dell’Assunta dalle origini povere e cucinati in occasione delle celebrazioni della Madonna dell’Assunta realizzati con farina, uova e liquore d’anice.
In definitiva, Capua si rivela come una città in cui passato e presente dialogano costantemente, dando vita a un’identità ricca e stratificata. Dai resti dell’antichità alle testimonianze medievali, dalle tradizioni popolari alle eccellenze gastronomiche, ogni elemento contribuisce a raccontare una storia che non si è mai interrotta. Visitare Capua significa dunque intraprendere un viaggio attraverso il tempo, in cui cultura, memoria e vita quotidiana si fondono in un’esperienza autentica e profondamente suggestiva.

Articolo di Giorgia d’Argenzio (5AS), Rosanna Dell’Aquila (5FL) e Giovanna Natale (5AS) 

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