La festività dell’Assunzione, è il giorno del “viaggio” di Maria

La festività dell’Assunzione, è il giorno del “viaggio” di Maria

Luigi Fusco

-La solennità dell’Assunzione della Vergine è tra i dogmi più recenti della Chiesa e celebra la vita terrena di Maria e la sua “assunzione” in cielo, con il corpo e l’anima, anticipando così la resurrezione della carne che avverrà alla fine dei tempi. Fu Pio XII a proclamarne la “verità indiscussa” attraverso la costituzione apostolica del “Munificentissimus Deus qua fidei dogma definitur Deiparam Virginem Mariam corpore et anima fuisse ad caelestem gloriam assumptam” , del 1° novembre del 1950. 
La forza di questo dogma sta nel non imporre la fede, ma nel presupporla, poiché la sua devozione risulta già codificata e radicata nelle osservanze mariane che si sono susseguite nel corso dei secoli. La festività dell’Assunzione della Vergine, che ricade il 15 di agosto, probabilmente risale ad un’antica usanza che si svolgeva in ricordo della dedicazione di una chiesa mariana a Gerusalemme. La sua ricorrenza completa la venerazione intorno a Maria, da Immacolata Concezione a Vergine Madre, fino a quando non torna nei cieli, ponendosi accanto a Cristo a cui sin dall’inizio dei tempi era stata predestinata.
La narrazione della vicenda ruota attorno a tre precisi termini. “Assunzione” è la parola dogmatica a cui la Chiesa attribuisce la fine della vita terrena della Madonna, mentre la parola “Dormizione” è una peculiarità della tradizione cristiana bizantina. In tutte e due i casi, si evidenzia il passaggio da una dimensione corporale ad una dimensione celeste e pertanto, al riguardo, in qualche circostanza è stata impiegata anche l’espressione “Viaggio”. Difatti, nella consuetudine liturgica siro-occidentale, si trova la voce “Transito della Madre di Dio”, riportata come momento di gioia per tutta la creazione e non come condizione di lutto o di disperazione. In alcune raffigurazioni è, infatti, presente una neonata in fasce che sta a simboleggiare l’anima di Maria che viene consegnata agli angeli perché preceda il suo corpo in cielo.
La solennità ha origini orientali, per quanto risulta essere incerta sia per quanto riguarda l’aspetto storico che teologico. Nella tradizione bizantina è l’ultima festa dell’anno liturgico, che comincia con la Natività della Madonna, e la sua celebrazione pone al centro dell’attenzione dei fedeli il ruolo che Maria ha per la salvezza dell’umanità. La sua festività ricade nel mese di agosto, quando la natura è al massimo del suo rigoglio e, all’orizzonte, si appresta il tempo della vendemmia. La solennità è anche preceduta da un digiuno di 15 giorni, è poi annunciata da una vigilia e si conclude nell’ottava. Stando ad alcune ipotesi comunemente condivise, intorno al VI secolo a Gerusalemme vi era una festa mariana nel Getsemani, dove si pensava avesse abitato Maria. Nel corso di quest’evento, si chiedeva la sua intercessione per la guarigione da mali fisici e spirituali.
La diffusione del culto avvenne con l’imperatore Maurizio, tra il VI e il VII secolo, ma è con Andronico II, tra il XIII e il XIV secolo, che avvenne la consacrazione dell’intero mese di agosto alla Madonna. In Occidente, invece, la solennità ricevette un enorme impulso sotto Papa Sergio I che onorò la festa con una solenne processione fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore.
L’Assunzione della Vergine, in quanto festività, ha un significato molto profondo. Il corpo di Maria, avendo preservato e fatto nascere alla sua vita umana Gesù, non si può corrompere e non può morire, per questo la Vergine va in cielo con corpo e anima. Sempre nella tradizione bizantina, la sepoltura della Madonna riunisce angeli e Santi, giusti, patriarchi, profeti e apostoli, dando vita così ad un forte parallelismo con la sepoltura di Cristo. La Vergine diventa così simbolo dell’umanità redenta e viene accolta in cielo come sposa accanto a suo Figlio

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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