La Valle Caudina punta alla Capitale Italiana della Cultura 2028
Redazione – La Reggia di Caserta, sito UNESCO, entra a far parte del Comitato Promotore per la candidatura della Città Caudina a Capitale Italiana della Cultura 2028, un’iniziativa che coinvolge 14 comuni tra le province di Avellino e Benevento, un Comitato Civico con oltre 90 associazioni e un Comitato Promotore composto da più di 50 enti pubblici e privati.
Si tratta di un processo di partecipazione collettiva che, con l’adesione della Reggia di Caserta, continua a crescere, ricevendo il sostegno di nuove istituzioni importanti come gli Archivi di Stato di Benevento e Caserta, il Museo Nazionale del Sannio Caudino, il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, la Fondazione Pietà de’ Turchini, i Parchi Regionali del Taburno-Camposauro e del Partenio, oltre alla partecipazione di università italiane ed europee.
Una cabina di regia guiderà la candidatura, che ha recentemente visto l’ingresso del GAL Partenio e del GAL Taburno, un passo significativo per la governance della Valle Caudina.
Il progetto è stato presentato stamattina nella Sala Terra di Lavoro della Reggia di Caserta da Tiziana Maffei, Direttore della Reggia; Pasquale Fucci, Presidente della Città Caudina; Costantino Caturano, Presidente del Parco del Taburno; Leandro Pisano e Giacomo Porrino, curatori del dossier di candidatura; e Franco Napoletano, rappresentante del Comitato Civico.
In occasione della presentazione è stato annunciato l’avvio del processo di unificazione amministrativa della Valle Caudina, riconosciuto come strumento culturale e propulsivo nel percorso di candidatura. Questa unificazione sarà realizzata indipendentemente dall’esito della candidatura stessa.
Sono stati inoltre evidenziati i legami storici e culturali tra la Valle Caudina e la Reggia di Caserta, fondati sulla presenza del grande Acquedotto Carolino, che dalla metà del XVIII secolo costituisce una vera e propria dorsale culturale tra la Valle e la Reggia.
“Il sito UNESCO è un patrimonio vivo che coinvolge quotidianamente le comunità locali”, afferma Tiziana Maffei, Direttore della Reggia di Caserta. “Abbiamo il dovere di valorizzare l’eredità culturale ricevuta dalla storia, lavorando con obiettivi comuni e condividendone la responsabilità. La Reggia ha promosso il Piano di Gestione UNESCO, nato da un processo partecipativo e riflettente una strategia condivisa a tutela del Sito per le generazioni presenti e future.”
Pasquale Fucci sottolinea come la candidatura abbia reso evidente la necessità di una struttura amministrativa unica, moderna ed efficiente per la Valle Caudina, in grado di superare la storica frammentazione e migliorare sostenibilità, competitività, servizi e gestione delle risorse.
La candidatura Città Caudina 2028 non riguarda un singolo comune, ma un’intera valle e comunità che ambisce a fondare una nuova municipalità metrorurale, capace di trasformare la marginalità in un punto di forza attraverso la cultura.
Il progetto mette in rete i 14 comuni di Montesarchio, Cervinara, Airola, Sant’Agata de’ Goti, Bucciano, Arpaia, Pannarano, Roccabascerana, San Martino Valle Caudina, Forchia, Paolisi, Moiano, Bonea e Rotondi, promuovendo un modello innovativo di governance condivisa, processi partecipativi e strumenti di collaborazione destinati a consolidarsi oltre il 2028.
Il dossier di candidatura, “Città Caudina. Terra Futura. Europa abita qui”, curato da Alessandra Panzini, Leandro Pisano e Giacomo Porrino, compete insieme ad altre 23 città italiane, da cui saranno selezionate 10 finaliste il 18 dicembre, con la proclamazione prevista per marzo 2026.
“La nostra forza sta nella sintesi tra la ruralità futura e l’antica innervazione europea, memoria e invenzione”, spiegano i curatori. “Diventare Capitale Italiana della Cultura è l’occasione di aprire un nuovo capitolo, dove la marginalità diventa opportunità per un futuro generativo, relazionale e umano. Il futuro è un luogo antico che ancora non abitiamo, e abbiamo intenzione di farlo.”
La Valle Caudina si inserisce nel contesto europeo grazie a grandi opere e patrimoni, dalla Via Appia all’Acquedotto Carolino, fino al Vaso di Assteas con il Ratto di Europa, e alla sua posizione strategica tra Tirreno e Adriatico, naturale corridoio di scambi culturali.
Attraverso un ricco programma culturale, una governance partecipativa e una visione di lungo periodo, la candidatura punta a trasformare la Valle in un laboratorio di innovazione culturale e amministrativa, capace di rigenerare le aree rurali e rafforzare l’identità collettiva.
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