La Vanvitelli al Summer School Fest, al Belvedere con “Troiane”
Maria Beatrice Crisci -Il dolore delle donne di Troia, la crudeltà della guerra e l’eco della tragedia antica che ancora oggi parla al nostro presente: sono questi i temi al centro di “Troiane”, lo spettacolo portato in scena dal Laboratorio di Teatro Classico dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, nell’ambito del Summer School Fest, la rassegna culturale promossa dal Comune di Caserta e ospitata fino al 6 luglio nello storico Belvedere di San Leucio.
Diretto dalla Professoressa Cristina Pepe, il Laboratorio è nato nel 2022 e, dopo Filottete e Fenicie, presenta il suo terzo lavoro teatrale, liberamente ispirato all’omonima tragedia di Euripide. La messinscena, curata da Massimo Santoro, si configura come un intenso esperimento di riscrittura e reinterpretazione, dove il testo antico si fonde con lirismi tratti dalla poesia greca e italiana, in una continua tensione tra parola e gesto, tra passato e presente.
Al centro della scena, Ecuba e le donne di Ilio assistono inermi alla distruzione della loro città e attendono, tra angoscia e disperazione, il loro destino di prigioniere in Grecia. Il coro, le voci individuali, i monologhi a parte rivolti direttamente al pubblico creano un’atmosfera sospesa, densa di pathos e riflessione, in cui l’orrore della guerra si mostra nella sua insensatezza più pura, soprattutto quando colpisce gli innocenti, come il piccolo Astianatte.
Innovativa anche la scelta registica: un narratore-aedo attraversa la scena, collega le vicende e si rivela, nel finale, portatore di un messaggio senza tempo, reso eterno dal linguaggio poetico. Il personaggio di Taltibio viene scomposto in una pluralità di figure, una sorta di manipolo di “bravi” che accentua la tensione scenica e confonde tanto le schiave quanto il pubblico. La musica originale, costruita sulla scala frigia, accompagna l’azione con crescente intensità, fino al momento culminante dell’incendio di Troia, evocato visivamente in una potente chiusura simbolica.
Con questo spettacolo, il Laboratorio di Teatro Classico dell’Università Vanvitelli conferma la forza del teatro antico come strumento di riflessione civile e di attualizzazione poetica, capace di parlare con forza anche agli spettatori di oggi.
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