L’antica Capua va in tv, al Tg2 Weekend l’Anfiteatro Campano

L’antica Capua va in tv, al Tg2 Weekend l’Anfiteatro Campano

Luigi Fusco

– Il Colosseo del Sud sarà protagonista in tv. Appuntamento sabato 27, alle 18.30, su Tg2 Weekend, la rubrica che si occupa di musica, cultura e spettacolo, condotta da Laura Pintus, sarà dedicata all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere. Sarà un’occasione importante per l’arena dell’antica Capua e il resto del circuito archeologico, poiché verranno mostrate le sue peculiarità monumentali, le sue vicende e il resto degli edifici storici ad essa connessi.

Realizzato nel I secolo d.C., in età adrianea, l’anfiteatro campano venne costruito per sostituire la vecchia struttura, del I secolo a.C., dove si era esibito Spartaco il trace e dove aveva preso le mosse la rivolta degli schiavi. Seconda in ordine di grandezza dopo il Colosseo di Roma, l’arena sammaritana era, in origine, alta più di 42 metri ed era composta da ben quattro ordini, di cui i primi tre si sviluppavano, in maniera intervallata, attraverso 80 arcate in travertino sormontate da chiavi di volta raffiguranti divinità e maschere teatrali. Al suo interno potevano essere ospitati ben 60.000 spettatori.

In termini di spettacoli era pari all’anfiteatro dell’Urbe. Difatti, vi si tenevano gli scontri tra i gladiatori, divisi tra caterve e campioni, le venationes e le naumachie. Dotato di ben nove gallerie sotterranee dove vi erano le armi, le scenografie e gli innumerevoli macchinari che servivano ad allestire gli spettacoli. Anche le belve feroci avevano posto in questi ambienti sottostanti, messe in apposite celle e tenute al buio e senza mangiare per diversi giorni, in modo da farle divenire più aggressive. Acqua corrente scorreva negli stessi sotterranei attraverso un ingegnoso sistema idraulico che consentiva di prendere acqua da due grosse cisterne poste affianco allo stesso anfiteatro. Gli ultimi ludi gladiatorii si ebbero nel III secolo d.C., quando Capua era ormai una città cristianizzata.

Con il passare del tempo, l’anfiteatro divenne una sorta di fortezza in cui si rifugiarono i capuani, specialmente durante le due tragiche distruzioni della città, del V e del IX secolo, per opera, prima, dei vandali di Genserico e, dopo, dei saraceni.

Con l’avvento dell’età medievale, iniziò il lento declino della struttura, venendo spogliata, per lungo tempo, dei suoi elementi decorativi ed architettonici. Nonostante sia andata perduto una parte consistente del suo impianto originario, l’anfiteatro ha mantenuto la sua dimensione monumentale.

Nel corso del programma della Rai verrà presentato anche il Mitreo. Quello di Santa Maria Capua Vetere è tra i sacelli dedicati al dio Mitra meglio conservati al mondo. Scoperto negli anni Venti del Novecento, si compone di due ambienti in cui si svolgevano le cerimonie ed i riti di iniziazione dedicati a Mitra, noto anche come il Dio del Sole, dei Patti e dell’Amicizia. Datato al II secolo d.C., al sui interno, oltre le strutture principali, sono visibili anche singolari tracce di pitture in cui sono raffigurate le varie fasi legate al percorso di iniziazione al culto. In ottimo stato è, invece, l’affresco principale in cui è rappresentato Mitra impegnato nella tauroctonia, cioè nel sacrificio del toro, mentre al suo cospetto sono presenti le divinità reggi-fiaccole ed altri elementi simbolici.

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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