L’arte graffia, la pelle risponde: a Caserta il viaggio di Casetti

L’arte graffia, la pelle risponde: a Caserta il viaggio di Casetti

Enzo Battarra – Ieri sabato 21 febbraio, le porte del Museo Diocesano di Caserta si sono aperte per accogliere un’esperienza che interroga direttamente i sensi e la memoria. Fino al 25 marzo, le sale del Museo ospitano “Sub Pelle”, la mostra personale di Alessandro Casetti, curata da Fabio Maietta. L’evento, parte integrante del progetto “Hearth: Art Starts Here”, trasforma lo spazio sacro in un teatro dell’identità, dove l’artista romagnolo mette a nudo la fragilità umana attraverso una tecnica materica che sembra pulsare di vita propria.

Dalle immagini della mostra emerge un dialogo serrato tra il supporto e il volto. Le opere di Casetti non si limitano a ritrarre, ma scavano: i lineamenti femminili appaiono avvolti in una trama di ossidazioni e colature che ricordano la terra arsa o le venature del marmo. In uno dei pezzi più intensi, un profilo assorto viene attraversato da una cascata di colore che sembra scorrere come linfa vitale, suggerendo che ogni ferita sulla superficie sia in realtà un varco verso l’interiorità. La maestria nell’uso delle resine e del craquelé conferisce alle tele una tridimensionalità quasi organica.

L’integrazione di queste opere contemporanee nel contesto solenne del Diocesano crea un’atmosfera sospesa. Ogni sguardo dipinto sembra rispondere ai silenzi del museo, anticipando quel racconto sull’universo femminile che sarà consacrato dal Festival Internazionale “Caserta – La città delle donne”, integrandosi nella rassegna “Sorsi d’Arte”.

Come osserva puntualmente Fabio Maietta nel suo testo critico: “Sub Pelle è un attraversamento. Non una mostra da osservare, ma un luogo da abitare con lo sguardo e con il corpo. La pelle diventa racconto, una maschera che si incrina per lasciare emergere ciò che pulsa sotto. In questo spazio espositivo la vulnerabilità diventa un luogo di incontro: le opere non chiedono interpretazioni, ma presenza. Sono superfici che trattengono il silenzio e lo trasformano in forma, che custodiscono il vuoto e lo rendono generativo”.

È un invito alla visione lenta, un’esortazione a fermarsi davanti a questi volti che, pur segnati da crepe e stratificazioni, conservano una dignità regale e una forza magnetica. La mostra di Casetti ricorda che la bellezza più autentica abita proprio lì, in quel sottile strato dove il dolore si trasforma in oro e la materia diventa spirito.

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Enzo Battarra
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Enzo Battarra (Napoli, 1959) è critico d'arte e giornalista culturale. Collabora con il quotidiano “Il Mattino” e con riviste specializzate d’arte di rilievo internazionale. Ha pubblicato diversi libri sui temi dell’arte, è curatore indipendente di mostre. Medico, dermatologo. Già responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia e Malattie veneree dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, dove svolge anche le funzioni di addetto stampa. È stato direttore dell’attività museale, espositiva e convegnistica del Comune di Caserta. Ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura nei Comuni di Caserta e Casagiove.

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