L’avaro immaginario, al Garibaldi Enzo De Caro e Nunzia Schiano
Redazione -Nuovo appuntamento al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Info 0823799612) per venerdì 31 gennaio alle 21. I due della città del sole presenta Enzo Decaro, Nunzia Schiano in L’avaro immaginario tratto da Molière/Luigi De Filippo adattamento e regia di Enzo Decaro con Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Giorgio Pinto, Fabiana Russo, Ingrid Sansone, Luigi Bignone scene Luigi Ferrigno costumi Ilaria Carannante disegno luci Luigi Della Monica musiche originali Nino Rota (da “Le Molière Immaginarie”) musiche di scena ispirate a villanelle e canzoni popolari del 600’ napoletano
Venerdì 31 gennaio alle ore 19.00, nell’ambito de “Il Teatro degli Incontri”, Enzo Decaro, Nunzia Schiano e la Compagnia saranno ospiti al Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi per un incontro con il pubblico. L’ingresso è gratuito.
Sette quadri, un prologo e un epilogo. Un viaggio nel teatro, quello di Molière, un viaggio nel tempo, quello del Seicento, reale e immaginario, di Oreste Bruno da Nola, e la sua famiglia. È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière. Ma anche una fuga: dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza.
L’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo con quella francese di Molière.
Si avverte l’importante eredità del rivoluzionario pensiero di Filippo, detto poi Giordano, uno zio prete di Oreste Bruno.
In particolare, “L’Avaro” e “Il Malato Immaginario” sono stati i due titoli a cui, una generazione dopo l’altra, i De Filippo, padre e figlio, hanno dedicato seppur con differenti approcci la loro attenzione, sia teatrale che umana, dal momento che per entrambi, come del resto per Molière, il confine tra la rappresentazione teatrale e la vita, è stato davvero sottile.
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