L’etica della scultura. Rosaria Iazzetta alla E23 di Napoli
Luca Palermo È una scultura che parla agli uomini quella di Rosaria Iazzetta; è materia che si fa denuncia; è una tragica ironia sulla emergenze e le criticità della società a noi contemporanea; è un percorso etico ed estetico in e su un territorio martoriato da decenni di cattive amministrazioni e pessimi comportamenti civici. Ed è proprio quel territorio, il suo territorio, quella tristemente nota Terra dei Fuochi ad essere il fulcro del ragionamento dell’artista campana.
La mostra SANDWICH, visibile presso la galleria E23 di Napoli (via T.G. Blanch, 23) fino al 23 febbraio 2016, invita il visitatore a confrontarsi direttamente ed emotivamente con tali problematiche; e allora organi umani trafitti da metalli pesanti; un video che mostra le chiacchere demagogiche di politici ed amministratori puntualmente smentite dai dati; un sandwich come incarnazione fisica e materiale delle parole utilizzate dal pentito Carmine Schiavone riferendosi all’interramento dei rifiuti (che “avvenivano a sandwich” per l’appunto).
L’artista non cerca l’interazione con il pubblico; vuole, piuttosto, farsi portavoce dei suoi bisogni e delle sue necessità. I suoi lavori, soprattutto quello di grandi dimensioni, sembrano quasi alieni che, atterrati sulla terra, attaccano con ferocia tronchi di alloro (pianta scelta per le celebrazioni di vittorie e successi, quanta ironia!!!) affinché la loro presenza minacciosa potesse essere motivo di sprono per i “terrestri” a mobilitarsi e a riconquistare la loro terra, quella che i loro simili stanno lentamente distruggendo.
E allora, lunga vita alla scultura “pensante” di Rosaria Iazzetta; una scultura che sembra riecheggiare le parole di Lev Tolstoj: “tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso”. Iazzetta invita, dunque, lo spettatore a riflettere anche su se stesso e sul suo modo di relazionarsi con l’ambiente con il quale quotidianamente si confronto nella convinzione che per ribaltare una situazione divenuta, oramai, quasi del tutto insostenibile, i proclami dei politici e degli amministratori non bastano; ciò di cui si avverte l’esigenza è un cambiamento radicale delle coscienze dei singoli individui.
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