Liceo Manzoni, incontro con la storica dello sport Angela Teja

Liceo Manzoni, incontro con la storica dello sport Angela Teja

Press Liceo Manzoni – Per la settima lezione del corso FSL ex Pcto, “La narrazione del territorio”, gli studenti del Liceo Manzoni di Caserta diretto dalla preside Adele Vairo hanno avuto modo di conoscere Angela Teja, storica dello sport e approfondire il suo libro “Padre Henri Didon, un Domenicano alle radici dell’olimpismo” edizioni AVE. Il volume ricorda i momenti salienti della vita del domenicano Henri Didon e, in particolare, le vicende che lo portarono a essere inventore del motto olimpico Β«Citius, altius, fortiusΒ».

L’opera nasce dall’interesse dell’autrice per il significato educativo e culturale dello sport, e per il ruolo che esso ha avuto nella societΓ  nel corso della storia. Il titolo richiama il celebre motto olimpico e, come ha spiegato la professoressa Teja, non va inteso solo come invito alla competizione o alla vittoria, ma come ideale formativo: migliorare se stessi, sviluppare disciplina e valori etici.

Attraverso episodi storici e figure emblematiche dello sport, il libro mostra come questo motto continui a essere rilevante anche oggi, stimolando la crescita personale e culturale piΓΉ che il semplice primato. Per quanto riguarda la presenza femminile, la professoressa ha spiegato che, sebbene il libro non approfondisca molto le atlete o la pratica sportiva delle donne, mette in evidenza quanto il contributo femminile sia comunque decisivo e ancora oggi migliorabile in diversi ambiti. Viene sottolineata, ad esempio, la questione della rappresentanza, come la quota femminile nelle istituzioni sportive, e la necessitΓ  di valorizzare la competenza delle donne nel mondo dello sport. In questo senso, il libro fa riferimento a campi in cui le donne hanno avuto un ruolo rilevante, pur non essendo ancora pienamente riconosciute, sottolineando il legame tra cambiamento sociale, crescita culturale e pari opportunitΓ  nello sport. Un altro aspetto centrale del lavoro di ricerca riguarda le fonti storiche utilizzate dall’autrice. Tra documenti, archivi e materiali d’epoca, Angela Teja ha individuato testimonianze che l’hanno profondamente colpita, mostrando come la storia dello sport sia strettamente intrecciata a quella della societΓ . Questi documenti aiutano a comprendere come ideali come impegno, disciplina e cooperazione abbiano guidato atleti, educatori e istituzioni nel corso del tempo, e come questi valori siano ancora attuali. Il libro mostra come lo sport possa diventare anche un linguaggio culturale e artistico, capace di trasmettere valori universali e di ispirare le persone al di lΓ  della competizione. In conclusione, β€œCitius, Altius, Fortius” non racconta solo storie di atleti o competizioni, ma invita a guardare lo sport come uno strumento di crescita personale, culturale e sociale. Il libro mostra come il motto olimpico continui a trasmettere valori universali, educativi ed etici. Tutor del corso Γ¨ il professore Luciano De Luca. Esperta esterna la giornalista Maria Beatrice Crisci.

Articolo di Mastroianni M., Malara L., Forgione B., Paccone R., Pietraforte C. e Errico M.

 *Caserta, la ginnastica e lo sport come scuola di vita: dalle radici locali alla sfida di Berlino

Press Liceo Manzoni – Parte del progetto FSL β€œLa narrazione del territorio: il giornalismo digitale tra cultura ed enogastronomia”, l’incontro con la professoressa Angela Teja ha offerto un’occasione straordinaria per riflettere sul ruolo educativo dello sport, intrecciando storia locale, pedagogia e memoria internazionale. L’evento, reso possibile dal tutor del corso Luciano De Luca, allievo della docente, ha messo in luce figure spesso dimenticate ma decisive per la storia dello sport italiano, dimostrando come radici locali possano illuminare valori universali.

A Caserta e nella sua provincia, Ferdinando Abbondati rappresenta una figura centrale nella diffusione della ginnastica alla fine dell’Ottocento. Fondatore di societΓ  ginniche e promotore di manifestazioni sportive, Abbondati concepiva la pratica atletica non come mero esercizio fisico, ma come palestra di disciplina, lealtΓ  e formazione morale. Correre, saltare, sollevare il corpo significava anche imparare costanza, rispetto e responsabilitΓ : una visione che anticipava la moderna concezione dello sport educativo, in cui corpo, mente e valori etici crescono insieme. È da questa radice locale che prende forma la riflessione sulla figura di Henri Didon, sacerdote domenicano e pedagogista, protagonista del libro della professoressa Teja.

Didon trasformΓ² lo sport in strumento universale di formazione del carattere. La sua pedagogia elevava ogni gesto atletico a momento di crescita morale: disciplina, coraggio, lealtΓ  e responsabilitΓ  diventavano pratiche concrete, capaci di modellare il giovane non solo come atleta, ma come cittadino consapevole. Come evidenziato dalla docente, la visione di Didon Γ¨ oggi straordinariamente attuale: lo sport autentico non misura solo la vittoria sul campo, ma la capacitΓ  di confrontarsi con se stessi e con gli altri, rispettando principi universali e contribuendo al bene comune.

Questa prospettiva trova un ponte naturale nella memoria internazionale. Novant’anni dopo le Olimpiadi di Berlino del 1936, lo sport appare nella sua duplice natura: puΓ² essere strumento di propaganda e potere, ma puΓ² anche incarnare valori universali e sfidare le ideologie oppressive. Jesse Owens, vincitore di quattro medaglie d’oro, affrontΓ² le piste della Germania nazista con talento, determinazione e dignitΓ . Ma il momento piΓΉ emblematico della sua esperienza fu l’incontro con il tedesco Luz Long, avversario sul campo che lo consigliΓ² durante la gara di salto in lungo. Quel gesto non fu un semplice atto di sportivitΓ : rappresentΓ² una sfida morale alle leggi della propaganda e alle narrative di supremazia razziale imposte dal regime. In quel gesto, la competizione divenne laboratorio di etica e coraggio: la vittoria non era il trionfo sul nemico, ma la conferma che principi come lealtΓ , rispetto e umanitΓ  possono prevalere anche in contesti dominati dall’odio.

Dalla palestra di Ferdinando Abbondati alle piste olimpiche di Berlino, emerge un filo rosso chiaro: lo sport puΓ² educare, ispirare e unire, ma soprattutto puΓ² resistere alle distorsioni del potere, incarnando la dignitΓ  dell’uomo. L’incontro con Angela Teja ha mostrato come la storia locale, quella nazionale e quella internazionale dello sport siano intrecciate, creando una rete di esperienze e valori che trascende tempo e confini geografici. In un’epoca in cui l’attivitΓ  fisica rischia di essere mercificata o ridotta a mero spettacolo, le lezioni di Abbondati, Didon, Owens e Long ricordano che lo sport resta uno dei piΓΉ potenti strumenti di educazione e formazione umana: trasforma le palestre in scuole di vita e le competizioni in laboratori di virtΓΉ, capaci di insegnare coraggio, integritΓ  e responsabilitΓ .

Dalla palestra di Abbondati alle piste di Berlino, lo sport mostra la sua capacitΓ  di educare e unire. Ogni gesto atletico porta con sΓ© memoria, valori e relazioni che trascendono il tempo e il luogo in cui avvengono. La storia di Owens e Long insegna che la grandezza non sta solo nella vittoria, ma nella capacitΓ  di confrontarsi con coraggio, rispetto e integritΓ . CiΓ² che resta dello sport autentico non sono le medaglie, ma le lezioni silenziose che ciascuno porta con sΓ©: correre, saltare o lottare non serve solo a superare un avversario, ma a crescere come persone e come comunitΓ .

Articolo di Daniele Di Vaia V AS

Incontro con la professoressa Angela Teja

Press Liceo Manzoni -L’incontro con la professoressa Angela Teja Γ¨ stata per noi un’esperienza nuova e molto interessante, che ci ha permesso di scoprire aspetti dello sport che spesso non vengono considerati. Non si Γ¨ parlato soltanto di competizione o attivitΓ  fisica, ma soprattutto del valore culturale, educativo e storico dello sport. Durante l’intervista abbiamo compreso come lo sport sia profondamente legato alla societΓ  e alla formazione delle persone, e come nel corso della storia abbia contribuito a trasmettere valori importanti come il rispetto, la collaborazione e la responsabilitΓ .

Rispondendo alla domanda sul suo ultimo libro, (“Padre Henri Didon, un Domenicano alle radici dell’olimpismo” edizioni AVE) Angela Teja ci ha spiegato che l’idea Γ¨ nata con l’obiettivo di rendere gli studenti piΓΉ responsabili e consapevoli della storia dello sport. Secondo lei, conoscere il passato permette di comprendere meglio il presente e di attribuire un significato piΓΉ profondo alla pratica sportiva. L’ispirazione del libro nasce anche dall’esempio di figure importanti che hanno fatto la storia dello sport, in particolare nell’antica Grecia, dove l’attivitΓ  sportiva non era solo competizione, ma anche educazione e formazione del cittadino. In quel periodo, infatti, lo sport rappresentava uno strumento fondamentale per la crescita personale e morale, valori che Angela Teja ha voluto riprendere e valorizzare nel suo lavoro.

Un’altra domanda riguardava quale sport rappresentasse meglio i valori educativi. Angela Teja ha sottolineato che “tutti gli sport possono trasmettere valori importanti, a patto che vengano insegnati nel modo corretto. Tuttavia, se dovesse sceglierne uno in particolare, ha indicato il rugby, perchΓ© Γ¨ uno sport che mette in evidenza il rispetto delle regole, la collaborazione tra compagni, il sacrificio e il rispetto dell’avversario. Nel rugby, infatti, il gioco di squadra Γ¨ fondamentale e ogni giocatore contribuisce al risultato collettivo, rafforzando cosΓ¬ valori educativi molto importanti”.

Durante l’intervista realizzata nell’ambito del corso FSL ex Pcto, “La narrazione del territorio”, Γ¨ stata anche citata la lettera di Papa Leone X, che evidenzia come giΓ  in passato lo sport e l’attivitΓ  fisica fossero considerati importanti per la formazione dei giovani. Questo riferimento storico ci ha fatto capire come il valore educativo dello sport non sia un concetto recente, ma abbia radici profonde nella storia.

Nel complesso, questa esperienza Γ¨ stata per noi molto formativa e interessante, perchΓ© ci ha permesso di riflettere su una visione dello sport piΓΉ ampia e significativa. Abbiamo compreso che lo sport non Γ¨ solo competizione, ma anche educazione, cultura e crescita personale, aspetti fondamentali per la formazione dei giovani e della societΓ .

articolo di Teofilo Piccirillo, Raffaele Celiento e Alejandro Gonzales

  • Le foto sono state scattate da alcuni studenti nel corso della lezione

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