Luz Suarez, l’arte del batik dalla Colombia allo Spazio Vitale

Luz Suarez, l’arte del batik dalla Colombia allo Spazio Vitale

Luigi Fusco

-Si inaugura sabato 24 luglio, alle 19.00, presso la Galleria “Spazio Vitale” di Aversa la mostra Batik di Luz Suarez, a cura di Antonella Nigro. Luz Dary Suarez è nata in Colombia, ma vive e lavora, da diverso tempo, a Maddaloni. Sin dai suoi esordi artistici è sempre stata affascinata dai colori forti e dalle diversità cromatiche con cui realizza le sue opere, la cui natura esecutiva è carica di vitalità e di dinamismo: elementi che caratterizzano la sua vita, ma che soprattutto riportano alla sua natia Colombia. Nel suo curriculum ci sono già numerose partecipazioni a eventi d’arte, dove ha riscontrato un notevole successo di pubblico e di critica. Nella sua attuale produzione si evince la necessità di manifestare il dato estetico attraverso fatti e situazioni legati al mondo del sociale, soprattutto per quanto riguarda la denuncia per la mancanza di rispetto nei confronti dei valori, intesi dal punto di vista universale, e ancor di più per la figura della donna e il ruolo che ricopre nella società contemporanea.

l’artista Luz Suarez

Singolare è il titolo dell’esposizione Batik, che fa riferimento alla tecnica impiegata per colorare i tessuti e altri oggetti come i vasi, mediante la copertura delle zone che non vengono tinte tramite cera o altri materiali impermeabilizzanti, quali argilla, resina, paste vegetali e amido. Il termine deriva dalle parole indonesiane amba, che vuol dire scrivere, e titik, punto o goccia, a cui viene dato il significato di ciò che si disegna, mentre l’azione dell’artista rivolta alla realizzazione finale viene detta membatik. La mostra sarà visitabile fino al 6 agosto prossimo.

Così scrive Alessandra Nigro: «Seducenti e misteriose le figure femminili di Luz Suarez emergono dalle trame dei suoi raffinati batik come apparizioni fugaci dall’arcana identità. Orditi visibili e intrecci cromatici danno vita a “percorsi” che intersecano la figura legandola allo spazio come in un’eterna danza, che evoca i prodigiosi fili delle Parche,  le innamorate astuzie di Penelope, la pericolosa abilità di Aracne, le anelate visioni  della dama di Shalott. L’artista lavora per sottrazione, magicamente copre per poi svelare, un procedimento tecnico che porta in sè l’incanto dell’arcaicità e un sottile senso d’indeterminatezza, abbracciando il fascino di ciò che non può essere definito totalmente e a priori, ma che lascia un margine di sorpresa e di unicità: imprescindibili caratteristiche dell’opera d’arte».

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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