Marmellata delle Regine, alla Reggia va il Premio Spina

Marmellata delle Regine, alla Reggia va il Premio Spina

-La Reggia di Caserta ha vinto il Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali 2023, categoria sostenibilità. L’Istituto del Ministero della Cultura ha partecipato al concorso indetto dall’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del Politecnico di Milano con il progetto della marmellata delle Regine. Ieri, 8 giugno, il conferimento del riconoscimento. 

Quest’anno, oltre alla categoria principale dedicata ai progetti di innovazione, sono state attivati due nuovi temi: accessibilità e sostenibilità. Il Complesso vanvitelliano si è attestato tra i finalisti per quest’ultima classe con la presentazione dell’iniziativa realizzata negli ultimi tre anni in collaborazione con la cooperativa E.V.A. per la raccolta e trasformazione delle arance del Parco Reale. Ieri, una giuria di esperti, ha riconosciuto il valore del progetto del Museo e consegnato il Premio Spina al direttore Tiziana Maffei. 

La marmellata delle Regine è prodotta dalle donne del laboratorio “Le ghiottonerie di Casa Lorena”, centro antiviolenza all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata a Casal di Principe, gestito dalla cooperativa EVA. Gli agrumi del Bosco vecchio, del Giardino Inglese e della Flora, destinati fino a qualche anno fa alla naturale marcescenza in terra o allo smaltimento oneroso da parte del Museo, sono utilizzati per la dolce confettura. La Reggia di Caserta contribuisce così anche ai percorsi di autonomia promossi dalla onlus a favore di donne in uscita da situazioni di violenza e in condizioni di particolare difficoltà, cui sono destinati i proventi delle vendite delle conserve.

Il progetto “La Marmellata delle Regine” ha una grande portata simbolica e al contempo imprenditoriale. Oltre alla diffusione di un messaggio alternativo alla consueta narrazione delle donne sopravvissute alla violenza, esso contribuisce a generare possibilità di autonomia economica attraverso il lavoro e quindi un ribaltamento della vittimizzazione e una spinta a liberarsi, denunciare, interrompere le relazioni violente. Il progetto ha mostrato la forza di partnership collaborative inedite come quella attivata dall’Istituto del MiC e un Ente no profit, con la possibilità di rendere concreta e attuabile un’esperienza di economia circolare e solidale. L’iniziativa ha mostrato la sostenibilità di un’attività imprenditoriale: abbattere i costi per la Reggia di Caserta dello smaltimento oneroso delle arance destinate al macero, produrre marmellate di qualità, nel pieno rispetto dell’ambiente, facilmente commercializzabili perché portatrici di una molteplicità di valori; coniugare il sostegno alle donne in uscita dalla violenza con il buon utilizzo dei beni confiscati, con pratiche di economia circolare. 

“Questo progetto è molto importante in ragione del suo valore in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale – dichiara il direttore generale della Reggia di Caserta Tiziana Maffei – una seconda vita per tutti. È una delle molteplici iniziative che l’Istituto museale sta portando avanti ispirate agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, come quelle dell’efficientamento energetico, dell’utilizzo di veicoli elettrici, della buona gestione della risorsa acqua, del rispetto degli ecosistemi naturali, della pratica del riutilizzo dei materiali di scarto, dell’installazione di impianti a risparmio energetico”.

“Grande gioia e orgoglio per il prestigioso riconoscimento che arriva a supporto di un’idea visionaria – afferma Lella Palladino, socia fondatrice della coop. E.V.A. – Grazie al direttore Maffei che ha sempre creduto nella possibilità di generare con noi pratiche efficaci di economia sociale e circolare. È inoltre una preziosa occasione per veicolare una diversa idea delle donne sopravvissute alla violenza che sono in grado di riprendere in mano la propria vita e rendersi autonome attraverso il lavoro”. 

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