Martedì Grasso, trionfo di sapori con la lasagna di Carnevale
Redazione – Oggi è l’ultimo giorno di Carnevale, il Martedì Grasso. È il momento in cui la festa raggiunge il suo culmine prima del silenzio della Quaresima. E a tavola si celebra con il piatto simbolo dell’abbondanza: la lasagna. «Il Carnevale fa rima con maiale», ricorda lo chef Giuseppe Daddio, guida della scuola Dolce & Salato di Maddaloni. Un detto che affonda le radici nella tradizione contadina, quando questo periodo segnava il consumo delle carni suine lavorate durante l’inverno, in un tripudio di sapori intensi e preparazioni sostanziose. Nella sua versione, la lasagna diventa un autentico racconto gastronomico del territorio. Il ragù è ricco e strutturato: maiale, tracchie, salsicce e gallinella cuociono lentamente fino a fondersi in un sugo denso e avvolgente. La sfoglia, espressione di una cucina domestica e condivisa, accoglie polpettine fritte, uova sode, ricotta, salsiccia e piselli. A legare gli strati, mozzarella bianca e affumicata, parmigiano, grana e una manciata di pecorino che regala una nota decisa. La cottura nel tradizionale ruoto suggella il rito: la teglia delle grandi occasioni, quella che arriva in tavola fumante tra sorrisi e attese, pronta a essere condivisa. Così, mentre maschere e coriandoli si preparano a lasciare spazio a un tempo più raccolto, la lasagna resta la regina indiscussa dell’ultimo giorno di Carnevale. Un piatto che non è solo ricetta, ma memoria, famiglia e identità.
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