Massimiliano Ossini ai Giannoniani: la bellezza è imperfezione

Massimiliano Ossini ai Giannoniani: la bellezza è imperfezione

Fabio Marro – Conduttore, scrittore, amante dei giovani e della natura: Massimiliano Ossini è stato martedì 13 protagonista assoluto all’Auditorium della Provincia. L’occasione è stata la presentazione del suo nuovo libro “Oltre i limiti. Dall’Elbrus allo Stretto di Messina, le sfide impossibili che diventano di tutti”, edito da Rai Libri. L’evento, organizzato dal liceo classico Pietro Giannone, ha registrato grande successo e grande partecipazione. Grazie alla simpatia, alla competenza e alla capacità comunicativa, Ossini ha saputo coinvolgere studenti e docenti con racconti di esperienze, valori e sfide personali. Durante l’evento sono state raccontate storie di grande importanza e solennità civile, come la spedizione sull’Elbrus, sul monte Fuji o la traversata di 3,5 km sullo stretto di Messina. Ossini ha anche raccontato di esperienze non molto felici della sua vita, ma necessarie per la crescita umana, sottolineando quella che forse è una delle più belle caratteristiche umane, l’imperfezione.

È evidente come la chiave di lettura della vita di Ossini sia l’umanità. Nelle sue esperienze ne ha dato una forte riprova, con una grande vicinanza, soprattutto, a chi è inabile o come dice lui “iper-abile”, andando a sottolineare ulteriormente il suo forte senso civico e l’umanità.

Sue grandi passioni sono la natura e lo sport. Per questo il suo ruolo più adeguato è alla conduzione di “Linea bianca”, programma naturalistico dedicato alla montagna, alla gastronomia, alla cultura e alle attività sportive montane. Proprio la natura è ciò che ha ispirato molte sue opere scritte ma anche audiovisive, prediligendo nella conduzione, oltre “Unomattina”, in maggioranza spettacoli naturalistici.

Nel suo bagaglio culturale e di esperienze, quindi, porta anche la scrittura ed è per questa che ha incontrato i ragazzi del liceo Giannone. Grazie al suo nuovo libro vengono evidenziati, infatti, diversi aspetti legati al sociale e all’ambiente. Da qui l’intervista realizzata al termine dell’incontro con gli studenti.

Noi viviamo in una società che richiede performance continue. “Oltre ai limiti” può essere letto anche come un invito a rallentare e ascoltarsi? «Assolutamente sì, perché “oltre i limiti” non è un limite fisico, ma mentale. Spesso sono limiti che ci poniamo noi stessi o che ci vengono imposti dalle persone che ci sono vicine. Ad esempio, ci si sente dire: “Ah, non arriverai fino lì perché non sei capace di…”, “Non sei in grado di fare questa scuola” e così via. Questi limiti crescono dentro di noi, ma in realtà ognuno di noi ha delle caratteristiche proprie e può esprimerle in modi diversi. Il problema oggi è che i social spingono quelli di una generazione a voler essere sempre i primi in tutto, e questo è il più grande limite, perché nessuno può essere perfetto in ogni cosa. Paradossalmente, la perfezione sta proprio nelle diversità di ciascuno di noi, nel riconoscere le aree in cui non eccelliamo e lavorare su quelle, appoggiandoci anche a chi ci è vicino per migliorarci. Altrimenti saremmo sempre tutti al massimo, e non ci sarebbe quel percorso di crescita bello e unico che si compie nel corso degli anni».

Nei programmi che conduce emerge sempre un forte senso di responsabilità verso il pubblico. Che cosa significa oggi, secondo lei, fare una divulgazione in un contesto mediatico così rapido e spesso anche superficiale? «Ecco, a me è sempre piaciuta una televisione antica, e non vecchia. La televisione antica è quella educata, gentile, che entrava in punta di piedi nelle case dei telespettatori. Quindi, se immaginiamo la televisione di Corrado, di Mike Bongiorno, di Pippo Baudo, o, ai nostri tempi, quella di Fabrizio Frizzi e di Carlo Conti, vediamo che è molto diversa da quello che viene trasmesso attraverso i social: tutto veloce, poche informazioni, e le cosiddette “break news” che circolano su internet. Ecco, le mie trasmissioni invece vanno a un ritmo molto più lento e danno la possibilità a chi ci guarda di riflettere, commentare e condividere – o meno – il pensiero. Penso sempre che, alla fine di ogni trasmissione, abbiamo il compito di lasciare qualcosa. Io lavoro per il servizio pubblico, la RAI, nata anche per insegnare ai telespettatori».

Quanto è cambiato il pubblico negli anni in rapporto ai temi come l’ambiente, il clima e la sicurezza del territorio? Si avverte una maggiore consapevolezza o ancora molta distanza? «No, sicuramente c’è molta più consapevolezza. Il fatto che se ne parli di più, il fatto che i giovani stessi siano entrati in modo prepotente anche nelle scelte del futuro si vede nel quotidiano, ossia nella scelta dei prodotti, nella scelta dell’abbigliamento, anche del cibo che si mangia. Non dobbiamo, ovviamente, arretrare in questo, dobbiamo lavorare e non deve essere però un’ansia, perché purtroppo stiamo vivendo anche da parte di giovani l’ego, le ansie, perché sono poi spesso i media che raccontano e preoccupano sempre di più. Diciamo che le cose devono essere fatte gradualmente, però i testimoni migliori possono essere i ragazzi che a volte possono anche insegnare agli adulti nei comportamenti quotidiani, basti pensare anche alla raccolta differenziata che sono sempre di più i giovani che insegnano a casa come dividere le cose». 

Dopo aver condiviso questa esperienza con i lettori, quale nuovo “limite” sente di voler esplorare come uomo e come narratore? «Il prossimo limite, il mio grande limite, uno dei più grandi, è il cantare; sicuramente è un limite, ma solamente perché non ho un approccio positivo nel canto. Mi piacerebbe farlo, sono convinto che se prendessi lezioni potrei comunque arrivare alla sufficienza. Ecco. quello potrebbe essere il mio prossimo limite: in un incontro come questo essere presente, protagonista anche nell’andare a cantare e condividere una canzone».

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Fabio Marro
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Diplomato al Liceo Classico Pietro Giannone, attualmente studente di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante il mio percorso scolastico ho maturato esperienza nella politica studentesca, ricoprendo il ruolo di rappresentante d’istituto, e ho partecipato a un progetto Erasmus in Turchia, che mi ha permesso di approfondire la conoscenza della cultura e delle tradizioni locali. Sono appassionato di sport, teatro e tecnologia, ambiti che mi stimolano costantemente a sviluppare nuove competenze e a confrontarmi con realtà diverse.

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