Matteo Bassetti: l’IA scrive il referto, il medico cura il paziente
Maria Beatrice Crisci – Nel dibattito sempre più acceso sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, la voce dell’infettivologo Matteo Bassetti si distingue per equilibrio e visione prospettica. Ospite della terza giornata del summit “Il lavoro tra memoria e futuro”, Bassetti ha offerto una lettura lucida delle trasformazioni in atto nella sanità, sottolineando come l’IA non rappresenti una minaccia, ma un’opportunità concreta di rinnovamento. Nel suo intervento, legato al focus “Sanità e lavoro: l’impatto delle tecnologie sulla professione medica”, il medico ha evidenziato il ritardo dell’Italia nell’adozione delle tecnologie intelligenti rispetto ad altri Paesi europei. Un gap che, secondo lui, può essere colmato trasformando l’innovazione in leva strategica per migliorare l’efficienza del sistema sanitario: dalla semplificazione della gestione documentale alla velocizzazione dei processi di refertazione. Ma è soprattutto sul ruolo umano del medico che Bassetti ha voluto insistere. In uno scenario in cui l’intelligenza artificiale sarà sempre più capace di diagnosticare patologie con rapidità e precisione, il valore aggiunto della professione medica risiederà nella capacità di interpretare, supervisionare e soprattutto relazionarsi con il paziente. “L’IA deve essere un alleato, non un nemico”, ha affermato, ribadendo il principio di complementarità tra uomo e macchina. Secondo Bassetti, infatti, nessuna tecnologia potrà mai sostituire l’empatia: quella capacità di comprendere il paziente nella sua totalità, di andare oltre il dato clinico e costruire una relazione di fiducia. Un aspetto che, ha sottolineato, dovrà essere trasmesso alle nuove generazioni di medici e infermieri. L’intervento si è inserito nel contesto del summit organizzato dalla Fondazione Orizzonti in collaborazione con Confindustria Caserta e dalla fondazione Orizzonti, ospitato nella suggestiva cornice dell’Archivio di Stato presso la Reggia di Caserta. Tema centrale dell’ultima giornata: “Orizzonti del lavoro: tecnologia, umanità e futuro”, un’occasione per riflettere sulle sfide e le opportunità che stanno ridefinendo il mercato dell’occupazione. In questo scenario, la posizione di Bassetti appare chiara: il futuro della medicina non sarà dominato dalle macchine, ma costruito insieme ad esse, senza mai perdere di vista ciò che rende davvero unica la cura: l’umanità.
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