Medici Caserta, Tumori e screening nella Terra dei Fuochi
Claudio Sacco
– Tumori e screening, sarà questo il tema della seconda giornata di aggiornamento formativo su «Terra dei Fuochi tra false credenze e realtà». L’appuntamento è in programma per domani sabato 29 settembre ed è organizzato dall’Ordine provinciale dei medici – chirurghi e degli odontoiatri di Caserta, di cui è presidente la dottoressa Maria Erminia Bottiglieri. È rivolto a medici chirurghi e a veterinari e dà diritto a quindici crediti. Responsabili scientifici sono le dottoresse Maria Erminia Bottiglieri e Antonella Guida. La segreteria scientifica è composta dai dottori Mario Campofreda, Angelo D’Argenzio, Agostino Greco e Vincenzo Perone.
I lavori della seconda giornata si apriranno alle ore 9 con la relazione di Angelo D’Argenzio (“Epidemiologia dei tumori screening correlati”), di Elisabetta Carfora e Antonio di Cerbo (“Carcinoma della mammella in provincia di Caserta: dallo screening alla terapia”), di Claudia Cesaro e Michele Giuseppe Tari (“Carcinoma da colon-retto in provincia di Caserta: dallo screening alla terapia”), di Giovanna Capone e Armando Del Prete (“Carcinoma della cervice uterina in provincia di Caserta: dallo screening alla terapia). Quindi, la relazione di Filippo D’Addio (“Il ruolo del Mmg negli screening”). Moderatore Enzo Battarra.
«I tre incontri sulla terra dei fuochi – sottolinea la presidente Bottiglieri – sono organizzati con la Regione Campania. Da un lato hanno lo scopo di far conoscere la verità sugli alimenti dei nostri territori (motivo per cui partecipano i veterinari) e, dall’altro, di continuare la sensibilizzazione e la partecipazione dei cittadini ai programmi di screening della Asl di Caserta, anche attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale che hanno un ruolo fondamentale nel percorso. Nonostante le “paure” per il cancro, i dati di adesione sono ancora bassi, non si riesce a far capire che una diagnosi precoce di una neoplasia oggi può salvare la vita purché eradicata in fase iniziale e senza la necessità di ricorrere all’intervento chirurgico. Un esempio per tutti: l’asportazione di un polipo del colon anche di dimensioni non piccole (2 cm) attualmente è possibile attraverso la colonscopia. Si evitata così che nel tempo possa diventare maligno. La Regione Campania e la Asl di Caserta hanno investito molte risorse per realizzare questi programmi gratuiti di prevenzione e dobbiamo impegnarci tutti, personale sanitario e cittadini, a diffonderli. I dati sulla sopravvivenza per tumore nelle regioni del Sud indicano che è bassa e questo è dovuto alla diagnosi tardiva, quando le neoplasie sono in fase avanzata e, quindi, non più curabili».
L’ultima giornata sabato 6 ottobre, moderata da Antonella Guida, con inizio alle ore 9, si aprirà con la relazione di Mario Fusco (“Principali dati di incidenza e mortalità oncologica in regione Campania”). A seguire, Tiziana Spinosa (“La programmazione della rete oncologica campana”), Gaetano Facchini (“Lo stato dell’arte della Roc e i Pdta), di Silvana Francese (“La campagna di comunicazione regionale per la promozione degli screening”). Infine, Vincenzo Perone (Rete oncologica. Il ruolo del Mmg).
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