Messi a fuoco. Il sistema museale campano si mette in luce
Redazione – Venerdì 17 aprile alle 9,30 le sale del Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli diventeranno la vetrina d’eccezione per l’inaugurazione di “Messi a fuoco. Musei, territori e relazioni nel sistema culturale della Campania”, un evento che segna un punto di svolta per la narrazione del patrimonio locale. Al centro di questa iniziativa c’è il protagonismo di Caserta e della sua provincia, rappresentata con forza dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (DILBEC) dell’Università “Luigi Vanvitelli”, che attraverso il suo Osservatorio Museale Regionale ha coordinato l’intero progetto di ricerca. Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un racconto corale che accende i riflettori su quei trentadue musei non statali già accreditati nel Sistema Museale Nazionale che costituiscono l’anima pulsante e spesso meno conosciuta del nostro territorio.
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’ateneo vanvitelliano, la Regione Campania e la Fondazione Banco di Napoli, si propone di ribaltare la prospettiva tradizionale che vede nei grandi poli internazionali gli unici custodi della bellezza regionale. Qui la Terra di Lavoro emerge come uno dei pilastri fondamentali di una rete diffusa, capace di trasformare il museo da semplice contenitore di oggetti a vero e proprio dispositivo di conoscenza dinamico e vivo. Il percorso si snoda attraverso immagini, dati e mappe che collegano istituzioni diverse per storia e collocazione, ma unite da una funzione culturale profonda, suddivisa in nuclei tematici che spaziano dalle origini alla memoria, fino all’identità.
Proprio l’identità casertana e provinciale risplende in questa analisi, dimostrando come i musei di prossimità siano fondamentali per interpretare i processi storici e sociali che hanno modellato le nostre comunità. Un valore aggiunto è dato dal fatto che l’intero progetto, compreso il catalogo digitale (a cura di Nadia Barrella, Nadiaclara Trigari e Nicola Urbino), accessibile gratuitamente tramite QR code, è il frutto di un intenso lavoro di aggiornamento professionale che ha coinvolto direttamente gli operatori museali del territorio. In questo modo, “Messi a fuoco” non celebra solo il passato, ma investe sul futuro della gestione culturale, offrendo ai cittadini e ai turisti uno strumento prezioso per riscoprire una Campania autentica, dove ogni piccolo museo diventa una porta d’accesso privilegiata per comprendere il paesaggio contemporaneo.
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