Never Again alla Vanvitelli, mai più le donne vittime di violenza

Never Again alla Vanvitelli, mai più le donne vittime di violenza

– Formare gli attori del sistema giudiziario e della comunicazione per proteggere e accompagnare le donne vittime di violenza maschile. Prende avvio oggi, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il progetto europeo Never Again che punta a trasformare l’approccio e la cultura professionale del sistema giudiziario, delle forze dell’ordine e dei media quando trattano di violenza domestica e di genere.

Un progetto di cui l’Ateneo Vanvitelli è capofila e che ha come obiettivo la lotta al fenomeno della vittimizzazione secondaria nel contesto della violenza maschile contro le donne. In poche parole le donne, già vittime di violenza, spesso diventano vittime un’altra volta nel loro percorso di denuncia, davanti ai tribunali, nella rappresentazione dei media e dei giornalisti, nel contesto sociale dove vivono e operano. E questo accade molto spesso per scarsa formazione e informazione dei soggetti con cui interagiscono.

“Never Again – spiega Teresa Bene, docente della Vanvitelli e coordinatrice del progetto – nasce come risposta di un gruppo di istituzioni e organizzazioni della società civile alla denuncia del Grevio, il Gruppo di esperte del Consiglio d’Europa, che nel suo Rapporto sull’applicazione della Convenzione di Istanbul in Italia, pubblicato a gennaio 2020, ha messo in evidenza la drammatica persistenza di pregiudizi e stereotipi sessisti che conducono a vittimizzare nuovamente le donne che hanno subito violenza, sia nelle aule dei tribunali sia sui media”.

Il progetto ha, quindi, lo scopo di migliorare la sensibilità di genere del sistema giudiziario nei confronti delle donne vittime di violenza, per rispondere in maniera adeguata ai diritti e ai bisogni delle vittime di violenza maschile;  rafforzare le competenze delle figure professionali del sistema giustiziache entrano in contatto con le donne vittime di violenza; contribuire a una più efficace attuazione delle disposizioni di legge in materia di violenza contro le donne a livello nazionale ed europeo, favorendo un approccio incentrato sulle vittime e i loro diritti. Inoltre il piano punta a sensibilizzare i giornalisti sull’importanza di abbandonare le rappresentazioni sociali dominanti attraverso un cambiamento dell’uso del linguaggio nel raccontare i fatti di cronaca riguardanti donne vittime di violenza e accrescere la consapevolezza riguardo le radici socio-culturali del fenomeno al fine di sradicare gli stereotipi di genere.

Il progetto poggia su due pilastri fondamentali: la formazione a la comunicazione. Si metterà, infatti, a puntoun corso di formazione rivolto ai rappresentanti delle forze dell’ordine, ai professionisti della giustizia e ai giornalisti sulla prevenzione del fenomeno della vittimizzazione secondaria e si realizzeranno attività di comunicazione e sensibilizzazione.

In particolare le attività di formazione coinvolgeranno 100 agenti di polizia, 200 professionisti della giustizia e 50 giornalisti. Le attività di comunicazione e sensibilizzazione accompagneranno tutta la durata del progetto, coinvolgendo un pubblico molto più ampio e contribuendo a raggiungere gli obiettivi del progetto.

Tra le tante attività previste, il progetto porterà in 10 città italiane uno spettacolo teatrale interattivo, pensato per sensibilizzare il pubblico sulla tematica della vittimizzazione secondaria. La performance teatrale metterà in scena una simulazione del processo di violenza per mostrare quanto spesso il linguaggio usato nelle aule dei tribunali rafforzi gli stereotipi di genere. Da questa performance sarà elaborata una sceneggiatura per futuri adattamenti in altri Paesi, da utilizzare non solo in ambito teatrale ma anche nell’ambito di una metodologia didattica per la formazione degli operatori del sistema giustizia.

Never Again è un progetto co-finanziato dal programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione europea, ha come capofila l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, ed è realizzato in partnership con D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, la più grande associazione nazionale di centri antiviolenza, il Sole 24 ore e in particolare la sua testata online AlleyOop dedicata alla condizione delle donne, M.A.S.C, il Movimento Artistico Socio Culturale specializzato in progetti artistici partecipativi, Maschile Plurale, gruppo che per primo in Italia ha avviato una riflessione sulla violenza di genere vista dalla parte degli uomini, e Prodos Consulting, società di consulenza specializzata nella progettazione europea e nella formazione a distanza.

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Maria Beatrice Crisci
Maria Beatrice Crisci 6607 posts

Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Commercialisti e l'Ordine dei Medici di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, più che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualità di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico Città di Salerno.

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