Non è tempo di silenzi, l’urlo di Tiziana Carnevale/SpazioDonna
Tiziana Carnevale (Associazione Spazio Donna)

– Il 2020 per Spazio Donna avrebbe dovuto essere l’anno dei festeggiamenti, 30 anni di attività, tanti obiettivi raggiunti, una nuova generazione di donne consapevoli e infaticabili che lavorano e gestiscono l’associazione e la cooperativa. Invece è guerra. Nonostante tutto l’ottimismo che contraddistingue il lavoro delle operatrici di Spazio Donna, il Covid19 è un nemico assai insidioso: non è la paura della malattia, ma quello che da essa è scaturito. I nostri tre Centri Antiviolenza di Caserta, Marcianise e Piedimonte Matese hanno fatto fatica a continuare la loro attività per tutte le norme stabilite dai DPCM e dalla Regione Campania.
Le donne accolte nelle Case Rifugio di Caserta e Piedimonte Matese, già alla ricerca di una possibile autonomia, hanno perso tutte il lavoro così come le donne che ne sono uscite che, con il nostro aiuto, cercavano con affanno di dimenticare le atrocità patite. Per le donne che ci chiedono aiuto perché costrette, da violenza ripetuta o da minacce di morte, a fuggire dalle proprie case, abbiamo dovuto attivare la collaborazione di un albergo fuori zona perché, anche senza sintomi, sono costrette, insieme ai loro figli, alla quarantena, prima di essere accolte in casa rifugio.
Per noi e per le donne che a noi si rivolgono non ci sono stati “ristori” di alcun genere, anzi le istituzioni si sono ancor più allontanate. La nostra forza è la profonda relazione che ci lega, la solidarietà di altre associazioni del territorio, spesso di alcuni operatori delle forze dell’ordine e la convinzione che abbiamo cominciato lottando e ora non possiamo arrenderci.
Garantisco da sempre l’assistenza h24 e, solo dal 9 marzo al 4 maggio 2020, ho ricevuto 59 telefonate seguendo con le altre operatrici quasi un centinaio di donne. Il lockdown ha aumentato gli episodi di violenza in famiglia, in Italia è morta 1 donna ogni tre giorni assassinata da un uomo, suo marito, il compagno, il fidanzato, un ex partner.
Una telefonata arrivata in questo periodo di quarantena, che difficilmente dimenticherò, è quella di una giovane donna che mi chiamava dal balcone della sua abitazione, con i due figli piccoli accanto, mentre il compagno era sceso nel cortile per soccorrere la madre settantenne picchiata selvaggiamente dal marito e fuggita di casa. La signora mi chiedeva tra le lacrime cosa fare. Il 118 non aveva potuto soccorrere la suocera, il Pronto soccorso era intasato, i carabinieri le avevano consigliato di calmarsi, di medicare la suocera e riaccompagnarla a casa dal marito violento perché era un periodo difficile, avevano continue chiamate per il Covid19 e in fondo per la suocera si trattava solo di un litigio familiare. Ricordo con chiarezza il pianto di quella donna, la disperazione di non saper cosa fare, la paura di accogliere in casa la suocera perché temeva per il possibile contagio dei suoi bambini. L’ignoranza alimenta la paura, la cultura patriarcale nutre la violenza.
Non basta essere in prima linea, Spazio Donna è costantemente presente sul territorio con progetti, nazionali ed europei, per la prevenzione della violenza contro le donne ma soprattutto lavoriamo perché ci sia il rispetto di tutte le differenze di genere e la libertà per le donne di realizzare se stesse. Non è tempo di silenzi.
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