Oro e identità: la tradizione orafa campana nel progetto Galic
Redazione – Una giornata davvero importante oggi a palazzo Corigliano dell’Università L’Orientale di Napoli. Tale incontro non rappresenta soltanto un appuntamento scientifico, ma un’occasione preziosa di dialogo tra ricerca, storia e territorio. Il progetto GALIC (The Goldsmith’s Art: Linguistic and Intercultural heritage), i cui risultati sono presentati oggi, nasce nell’ambito dei PRIN finanziati dal PNRR e coinvolge tre importanti realtà accademiche della nostra regione: l’Università di Napoli L’Orientale, rappresentata qui dalla coordinatrice scientifica del progetto, Jana Altmanova; l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, con Maria Giovanna Petrillo e l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, con Emilia Di Martino.
La Campania vanta una tradizione orafa che non ha eguali: una tradizione che parla di spiritualità, di identità, di memoria collettiva. Ogni gioiello, ogni manufatto, è un racconto inciso nel metallo prezioso. É un frammento di storia che attraversa i secoli, dalle influenze francesi introdotte nel XIV secolo alla straordinaria stagione inaugurata nel 1805 con la prima fabbrica di corallo di Torre del Greco. “Nondimeno, Napoli e Caserta, poli storici di questa arte, continuano, ancora oggi, a essere luoghi in cui tecnica, creatività e simbolismo si intrecciano in modo unico” – spiega Alrmanova.
Se, per secoli, il sapere orafo è stato tramandato oralmente, da maestro ad apprendista, oggi, però, i cambiamenti sociali, linguistici e produttivi rischiano di disperdere un’eredità culturale che merita di essere preservata e resa accessibile.
È qui che il progetto GALIC interviene con forza e visione cercando di evitare questa possibile lacuna attraverso un approccio innovativo, capace di unire ricerca linguistico-letteraria, studio delle tradizioni, analisi interculturale e tecnologie digitali. In collaborazione con realtà come il Consorzio Antico Borgo Orefici – presente infatti al simposio il presidente, Roberto De Laurentis- e con partner internazionali, il gruppo di ricerca ha costruito un corpus trilingue – in francese, inglese e italiano – che comprende biografie e materiali storici, manuali tecnici, cataloghi, opere letterarie, biografie di artisti e altri materiali che coprono un arco temporale dalla seconda metà dell’Ottocento fino alle più recenti risorse disponibili in open access.
Tale corpus amplierà così il Dictionnaire de l’orfèvrerie. Termes, cultures, traditions, un’opera del 2019 curata da Jana Altmanova insieme ad altri studiosi del gruppo di ricerca GALIC, che diventerà così un dizionario enciclopedico trilingue online, in open access, arricchito da nuovi contenuti e destinato a studiosi, artigiani, esperti del settore ma anche ad appassionati.
Accanto alla dimensione storica, culturale e linguistica, GALIC guarda, infatti, anche al presente e al futuro del settore, analizzando le strategie comunicative e identitarie delle aziende del distretto orafo campano, con l’obiettivo di rafforzarne la visibilità e la competitività in un mercato sempre più globale. La piattaforma digitale e le risorse prodotte non sono pensate esclusivamente per la comunità accademica, ma anche per un pubblico più ampio, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza interculturale dell’oreficeria e di valorizzare l’oreficeria campana come espressione di eccellenza artistica e culturale a livello internazionale.
Segue la giornata un workshop il giorno 11 febbraio che approfondirà gli approcci digitali e interdisciplinari per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio linguistico e interculturale.
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