Ottant’anni di Giuseppe Limone: festa al Museo Atellano
Tiziana Barrella – “Gli ipovedenti nascondono le lacrime con gli occhiali spessi; non vedono le banalità e vedono tutti giovani” queste fra le cose dette con forza e passione da Giuseppe Limone, tra i più autorevoli filosofi italiani contemporanei, che compie oggi ottant’anni e sceglie di festeggiare questo importante traguardo in modo semplice ma significativo. Circondato dall’affetto di amici, colleghi e allievi che hanno condiviso con lui percorsi di studio e di vita in una sala gremita, tutti hanno donato e condivido pubblicamente l’unico regalo chiesto per l’occasione, un verso, un pensiero, da dedicare ad un grande Maestro. Un regalo simbolico ma prezioso donato con il cuore da tutti i partecipanti.
Professore universitario, scrittore e uomo di profonda cultura e umanità, Limone è stato infatti protagonista di una festa a sorpresa organizzata dai suoi amici più cari nella sala del Museo Atellano, presso il Municipio di Atella, in via Martiri Atellani.
L’iniziativa, dal titolo “Fabula”, si configura come un incontro speciale dedicato al filosofo e poeta italiano che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa. L’evento rappresenta non soltanto un momento di celebrazione personale, ma anche un’occasione di riflessione sul lungo percorso intellettuale e umano di Limone, attraverso testimonianze, ricordi e contributi di coloro che nel tempo hanno condiviso con lui esperienze accademiche e culturali.
La ricerca filosofica di Giuseppe Limone si colloca nel solco del personalismo comunitario, corrente di pensiero fondata dal filosofo francese Emmanuel Mounier, promotore della celebre rivista Esprit. All’interno di questa tradizione filosofica, Limone ha sviluppato con originalità e rigore il tema centrale della sua riflessione: la persona.
Per il filosofo napoletano la persona non rappresenta un semplice concetto astratto né una generica definizione dell’essere umano”.Ogni giorno noi scriviamo con le nostre parole nell’ interiorità degli altri “ dice. La persona è un “chi” unico, concreto e irripetibile, che si manifesta nell’esistenza singolare di ciascun individuo. In questa prospettiva la persona diventa il luogo della dignità e della libertà, un centro irriducibile che non può essere ridotto a categorie impersonali o puramente teoriche.
Il percorso accademico del professore Limone è segnato da numerosi riconoscimenti e da un’intensa attività di ricerca. Laureato in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, ha conseguito successivamente il dottorato in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 1980 gli è stato conferito il prestigioso Prix Emmanuel Mounier per una ricerca dedicata al personalismo, riconoscimento che ha sancito a livello internazionale il valore dei suoi studi.
Durante la sua formazione ha trascorso periodi di studio in Francia, in particolare a Parigi e a Châtenay-Malabry, presso l’Association des Amis d’Emmanuel Mounier e la Comunità dei Muri Bianchi. In quegli anni ha avuto modo di confrontarsi con importanti intellettuali francesi, tra cui Paul Ricœur e Jean-Marie Domenach, esperienze che hanno contribuito ad arricchire ulteriormente la sua prospettiva filosofica.
Accanto all’insegnamento universitario, Limone ha svolto una intensa attività editoriale e culturale. Dirige per Franco Angeli la collana “L’era di Antigone”, dedicata a temi filosofici e umanistici, ed è fondatore e direttore della rivista internazionale “Persona”, luogo di confronto e dibattito tra studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari. È inoltre tra i fondatori del Centro interuniversitario europeo di studi sulla simbolica, Symbolicum, che promuove ricerche interdisciplinari sul linguaggio simbolico nelle scienze umane. È consigliere del comitato scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano.
Il contributo di Giuseppe Limone al personalismo europeo è ampiamente riconosciuto nel panorama filosofico contemporaneo. Le sue riflessioni sulla persona e sulla dignità umana sono state citate e valorizzate da numerosi studiosi, tra cui Virgilio Melchiorre nel volume “Essere persona”, pubblicato dalla Fondazione Achille e Giulia Boroli.
Oltre alla filosofia, Limone ha coltivato con passione anche la poesia, considerandola una forma privilegiata di espressione del pensiero e della sensibilità umana. Nel 2016 gli è stato conferito il Premio Internazionale di Poesia “Roberto Farina” alla carriera, riconoscimento che testimonia la sua capacità di unire riflessione filosofica e creatività poetica in un percorso culturale profondamente umano.
La celebrazione dei suoi ottant’anni non rappresenta dunque soltanto un momento di festa personale, ma anche un omaggio a una figura che ha saputo lasciare un segno significativo nel panorama filosofico e culturale italiano ed europeo. Una vita dedicata allo studio, al dialogo e alla ricerca del senso della persona, nel segno di una filosofia capace di coniugare pensiero e umanità.
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