Pedalare per cambiare, dalla Fiab invito a costruire città più sicure
Redazione – La Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada non deve essere solo un momento di dolore, ma un punto di ripartenza. Ogni anno, ogni numero, ogni storia ci ricorda che la sicurezza stradale non è un destino ma una scelta collettiva. E tra le scelte più semplici e più efficaci c’è proprio lei: la bicicletta.
Gli studi lo confermano con chiarezza. Il celebre Safety in Numbers di Peter Jacobsen mostra che raddoppiare i ciclisti riduce del 34% il rischio individuale di mortalità. Più persone usano la bici, più le strade diventano sicure per tutti. È un circolo virtuoso che molte città europee hanno già innescato e che anche in Italia inizia a emergere: negli ultimi dieci anni gli incidenti che coinvolgono chi pedala sono diminuiti del 13%.
Sono segnali incoraggianti. E proprio per questo, oggi più che mai, vale la pena spingere avanti, non fermarsi.
Il nuovo Atlante degli incidenti in bicicletta del Politecnico di Milano ci restituisce un quadro dettagliato del Paese e ci offre una sorpresa positiva: la provincia di Caserta è tra quelle del Sud con il maggior uso della bici, quasi il 2% degli spostamenti quotidiani. È un punto di partenza importante, un seme che può crescere.
E mentre nuovi percorsi ciclabili stanno nascendo nel capoluogo e in altri Comuni, resta un margine enorme per migliorare: la Valle di Suessola e l’area Domiziana, oggi penalizzate da traffico intenso, scarsa moderazione della velocità e pochissime Zone 30, possono diventare aree-pilota di rigenerazione urbana e ambientale. Basta volerlo.
L’esperienza italiana ed europea è chiara: quando un’amministrazione introduce Zone 30, ZTL, corsie ciclabili sicure, illuminazione adeguata e controlli, i risultati arrivano. Meno incidenti, meno feriti, più vivibilità. Una città che riduce la velocità media di pochi chilometri orari diventa istantaneamente più umana, più sana e anche più bella.
E c’è un effetto collaterale molto positivo: più persone iniziano a pedalare. Ed è proprio questo che rende la strada più sicura per tutti, anche per chi sceglie l’auto.
«Vorremmo che le istituzioni dedicassero un po’ di tempo a leggere questi dati e a capire come agire» afferma Carlo Scatozza, presidente di Fiab Caserta in Bici. È un invito semplice, diretto, concreto: fare attenzione, prendersi cura, scegliere la sicurezza.
Fiab ha proposto ai Comuni l’installazione dei cartelli che ricordano il sorpasso a 1,5 metri, e ha chiesto un incontro al Prefetto per dare voce a chi ogni giorno si muove senza inquinare, occupando pochissimo spazio e contribuendo al benessere di tutti. È un gesto di dialogo e di responsabilità.
Questa giornata ci chiede una cosa: immaginare città dove muoversi senza paura sia normale. Dove i bambini possano andare a scuola in bici, dove gli anziani possano camminare tranquilli, dove l’auto sia una scelta tra le tante, non l’unica possibile.
Caserta ha già i semi di questo futuro. Ora serve il passo successivo: crederci, sostenerlo, pedalare insieme.
Perché la strada è di tutti. E tutti possiamo renderla migliore.
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