Persecuzioni di ieri, reati di oggi: il dialogo sul libro Streghe
Redazione -In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne la libreria Giunti al Punto di Caserta ha ospitato un talk particolarmente intenso. Al centro dell’incontro il volume appena pubblicato “Streghe. Antiche persecuzioni – attuali reati” curato dall’avvocata e scrittrice Tiziana Barrella con prefazione del filosofo del diritto Giuseppe Limone.
L’evento, che ha riunito l’autrice, il professore Limone e diversi coautori tra avvocati, psicologi e criminologi si è trasformato in un momento di forte densità culturale ed emotiva. La storia delle persecuzioni contro le “streghe” è diventata una lente attraverso cui leggere le forme contemporanee di violenza e discriminazione di genere. Le streghe erano donne reali.
Intervenendo sul valore simbolico e umano della parola “strega”, si è ricordato come queste figure non fossero creature mitiche, ma donne vere: madri, mogli, figlie che pagarono con la vita la loro libertà, la spontaneità, la loro semplice diversità. La rilettura delle antiche persecuzioni, si è sottolineato, non è un esercizio nostalgico, ma un atto di giustizia culturale: quelle donne vennero condannate non per un crimine, ma per non conformarsi ai ruoli imposti.
Se oggi i diritti femminili sono più riconosciuti, il cammino per raggiungerli è stato lungo e doloroso, e molte battaglie sono ancora aperte. Le “streghe moderne” — donne discriminate, marginalizzate, vittime di violenza — continuano a pagare un prezzo altissimo, psicologico, sociale ed economico. In alcuni paesi esiste ancora l’infibulazione, una forma di tortura non di cultura dice l’avv. Barrella, e questo è inaccettabile.
Nel corso del talk, Barrella e gli altri autori hanno evidenziato come la “caccia alle streghe” non appartenga soltanto al passato: molte donne subiscono ancora oggi forme sottili e persistenti di esclusione, pregiudizio e violenza. Il libro non è una semplice ricostruzione storica, ma un testo che mette in luce la continuità dei meccanismi di discriminazione verso chi è percepita come “altra”.
L’incontro ha offerto anche uno sguardo sulle rappresentazioni femminili nelle società antiche. Barrella ha ricordato come la donna fosse considerata una forza generativa e attiva: iconografie archeologiche mostrano figure femminili impegnate nella caccia — arco e frecce alla mano — mentre le Mater Matuta celebrano la potenza creatrice e protettrice della maternità.
L’evento alla Giunti di Caserta si è configurato come un vero e proprio atto pubblico di consapevolezza. Non solo un omaggio alle migliaia di donne perseguitate nei secoli, ma un richiamo a non distogliere lo sguardo dalle forme attuali di violenza e discriminazione.
In un contesto che troppo spesso riduce la Giornata del 25 novembre a cronache e numeri, il talk ha proposto una prospettiva culturale, storica e filosofica: un invito a interrogarsi sulle “cacce” ancora in corso e a trasformare la memoria in impegno civile.All’evento esposte per l”occasione anche tre opere d’arte molto suggestive a tema dell’artista Gustavo Delugan.
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