Pomigliano d’Arco. Storie di ordinaria magia di Blas Roca Rey
(Comunicato stampa) – C’è una magia che non ha bisogno di trucchi, effetti speciali o illusioni: è quella che si nasconde nella vita vera, che nasce quando qualcuno cade e trova la forza di rialzarsi, quando un sogno sembra svanire e, invece, torna più forte di prima.
È questa la materia viva di Storie di ordinaria magia, il nuovo spettacolo di Blas Roca Rey, in scena con il figlio Rocco Roca Rey al pianoforte, che debutterà mercoledì 3 settembre 2025 alle ore 21.00 nel Cortile interno del Palazzo del Municipio di Pomigliano d’Arco, terzo appuntamento programmato dal Pomigliano Teatro Festival 2025. In caso di condizioni metereologiche avverse, lo spettacolo, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, si sposterà nell’Aula Consiliare.
Lo spettacolo ha un’origine curiosa e poetica, poiché prima di diventare un libro, è stato una serie radiofonica. Ogni settimana, in diretta, Blas raccontava una storia vera in appena quattro minuti. Quattro minuti per dare inizio, cuore e fine a un racconto, togliendo il superfluo come farebbe uno scultore con il marmo e lasciando solo l’essenziale.
Le storie parlavano di uomini e donne, sportivi, artisti, partigiani, gente comune e personaggi celebri. L’unico filo rosso è un momento di caduta e la determinazione per rialzarsi.
Questa scrittura scolpita ha dato vita a un libro, “Il mondo di Blas”, seguito dopo tre anni dal secondo volume, “Storie di ordinaria magia”, che raccoglie altre 47 storie intense e luminose.
«Cadere fa parte della vita, e spesso è utile – spiega Blas Roca Rey – ma poi ci si può rialzare. Sempre. Come dice Marcell Jacobs, medaglia d’oro a Tokyo: se lo puoi sognare, lo puoi fare».
Dal libro al palcoscenico, Blas non è solo. Con lui c’è suo figlio al pianoforte in un dialogo generazionale che si riflette nella musica e nella voce. Le dieci storie scelte per lo spettacolo si alternano a brani e canzoni che ne amplificano le emozioni.
Dalla dolcezza di Summertime alla poesia di La Storia, passando per Smile, Keith Jarrett, Umberto Bindi e altri momenti musicali, ogni melodia diventa un ponte emotivo, capace di portare lo spettatore ancora più vicino ai protagonisti in un flusso continuo di emozioni e riflessioni.
Storie di ordinaria magia non è solo teatro, è un messaggio: la vita è fatta anche di inciampi, e proprio da lì può nascere qualcosa di nuovo e potente.
È un inno alla resilienza, un invito a credere che, anche quando si cade, esiste sempre una strada per rialzarsi, magari con un sorriso in più.
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