Premio Buone Notizie, il Vescovo: Si disarma solo con l’amore
Maria Beatrice Crisci – È stata Angela Iantosca ad aprire il Premio Buone Notizie 2026 con un passaggio del suo monologo “Disarmare, voce del verbo amare“, regalando alla Biblioteca del Seminario di Caserta un momento di profonda emozione e riflessione. La sua voce, sospesa tra impegno civile e narrazione teatrale, ha dato il tono a un pomeriggio che ha messo al centro il valore della parola come strumento di responsabilità e costruzione. L’occasione è stata la 17esima edizione del Premio Buone Notizie. Evento questo che confermandosi ancora una volta punto di riferimento nazionale per l’informazione che sceglie di raccontare anche ciò che funziona, ciò che unisce, ciò che genera futuro. Una manifestazione partecipata, vissuta con orgoglio dall’intera provincia, che ha saputo richiamare personalità di primo piano del panorama giornalistico italiano e internazionale.
Dopo l’apertura affidata alla Iantosca, è intervenuto l’arcivescovo Pietro Lagnese, che ha sottolineato il ruolo dell’informazione come servizio alla comunità e come strumento capace di promuovere coesione, dialogo e speranza. «Grazie a quanti si impegnato per le buone notizie», ha detto monsignor Lagnese. E poi: «Il mondo ha bisogno di speranza, mai come in questo momento. Ha bisogno di “artigiani della pace” diceva Papa Francesco, che si impegnano a costruire, come ci ha detto Papa Leone, “una Pace disarmata e disarmante”. La pace non si costruisce con la forza come qualcuno potrebbe farci credere, ma si costruisce con un atteggiamento completamente nuovo, di chi sa coniugare il verbo “amare”. Disarmare voce del verbo amare, proprio così».
I premiati erano tutti presenti a Caserta, a testimonianza dell’importanza attribuita a questo riconoscimento unico nel suo genere. Tra loro Gian Antonio Stella, storica firma del Corriere della Sera, che ha rappresentato il giornalismo di approfondimento e di inchiesta; Esma Çakir, corrispondente in Italia per Euronews e figura di riferimento per la stampa estera; e la stessa Angela Iantosca, simbolo di un giornalismo che non si limita alla pagina scritta ma diventa voce viva nelle piazze e nei teatri. La loro presenza ha trasformato Caserta in un laboratorio di confronto sul futuro dell’informazione.
La “Buona Notizia dell’Anno” 2025 è stata assegnata alla Fondazione con il Sud, guidata da Stefano Consiglio e nata da un’intuizione di Giuseppe Guzzetti. Un riconoscimento che ha posto l’accento sul valore delle reti sociali e delle progettualità che, dal Mezzogiorno, costruiscono modelli di sviluppo inclusivo. Anche in questo caso, la scelta di premiare questa esperienza ha rafforzato il legame tra il Premio e la missione di rilancio culturale e civile del Sud, con Caserta a fare da snodo simbolico e concreto.
Nel corso della cerimonia è stata consegnata la scultura in bronzo realizzata dall’artista Battista Marello, segno tangibile di un impegno che unisce cultura e responsabilità sociale. È stata inoltre presentata la medaglia dedicata a Raffaele Nogaro ed è stato ricordato Luca Fasano, figura legata al percorso di crescita culturale del territorio. Un momento significativo ha riguardato anche il riconoscimento all’edicola di Daniela Rea, storico presidio cittadino, primo passo di una campagna per sostenere la lettura e l’informazione di prossimità nella provincia.
L’attenzione ora si sposta a lunedì 16 febbraio, quando nella stessa sede si terrà la prima edizione del Premio Buone Notizie Book, con la presentazione di un volume dedicato a Papa Leone XIV e la proiezione in anteprima di un documentario curato dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Interverranno, tra gli altri, ancora l’arcivescovo Lagnese, Alessandro Gisotti e Vincenzo Varagona, in un appuntamento che conferma il protagonismo culturale di Caserta.
«L’obiettivo del Premio – ha sottolineato Michele De Simone presidente del Comitato promotore del Premio Buone Notizie – è quello di promuovere e diffondere il valore dell’informazione corretta ed equilibrata». «L’obiettivo del nostro lavoro è quello di promuovere e diffondere il valore dell’informazione corretta ed equilibrata. Il Buone notizie – spiega Luigi Ferraiuolo, segretario generale del Premio – è nato dalla necessità di promuovere i comunicatori e i giornalisti che fanno buona informazione raccontando anche i lati positivi della quotidianità: perché un buon esempio vale più di mille pur impegnati discorsi. Come Premio, poi, in prima persona proponiamo e costruiamo buone pratiche. Siamo diventati infatti un vero e proprio hub delle iniziative impossibili». La cerimonia gode inoltre del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti nazionale e della Campania; della Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici italiani; del Sindacato dei giornalisti casertani, con l’Assostampa; dell’Ucsi, Unione stampa cattolica italiana. Media partner «Il Mattino», «Famiglia Cristiana», Avvenire, «Tutto il bello che c’è-Tg2 Rai», «Tv2000», «Inblu2000» Radio e Agensir. Il premio è realizzato in partnership con Bcc Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli; il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop; l’Acqua Lete; la Camera di Commercio di Caserta; ed è sostenuto anche da Confindustria Caserta; «Esagono»; Studio Legale Iaselli; Studio Luberto; Reale Mutua Assicurazioni-Agenzia Generale di Caserta; Istituto Mattei Caserta; Anna Maria Alois San Leucio e Tenuta Fontana. Il Premio Buone Notizie è accreditato per la formazione giornalistica.
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