Reggia di Caserta. Il sito Unesco grande attrattore culturale

Reggia di Caserta. Il sito Unesco grande attrattore culturale

-Il “Giornale delle Arti” ha ritenuto la Reggia di Caserta, sito Unesco, uno tra i cinque monumenti più visitati nel 2021. Fu nel 1750 che il re Carlo di Borbone decise di erigere il Palazzo come centro del nuovo regno di Napoli, in quanto, essendo circondata dal mare, era a rischio di invasioni. Il progetto fu successivamente affidato a Luigi Vanvitelli e la sua costruzione ebbe inizio nel 1752. Tuttavia ci vorranno 50 anni prima della conclusione della sua realizzazione. Alla morte di Vanvitelli il suo posto fu preso dal figlio Carlo che, tuttavia, modificò il progetto del padre con alternative molto più semplici. I problemi, però, ci furono anche sul piano economico che costrinsero il costruttore a ridurre il numero di fontane nella seconda parte del parco. Ad oggi, in totale, sono sei.

La prima che si incontra è la Fontana Margherita (o del Canestro) che è inserita in un’aiuola circolare. Tra tutte e sei le fontane è forse quella meno sfarzosa. Appena saliti ci si imbatte nella fontana dei Tre Delfini, la più grande e spettacolare del parco. Segue poi, separato da un grande prato, il sofisticato complesso della Fontana di Eolo.  Poco più sopra comincia il Canalone centrale con una serie di vasche più piccole disposte a scaloni.  Nell’ultima vasca c’è la statua di Cerere, circondata da ninfe, draghi e tritoni, mentre regge tra le mani il Medaglione della Trinacria. Si arriva poi alla Fontana di Venere e Adone. Ultima fontana è il celebre gruppo di Diana e Atteone. Da una parte, Diana, circondata da ninfe, sta per immergersi nelle acque e dall’altra, Atteone, che aveva osato guardare Diana nella sua nudità, è già in parte trasformato in cervo e intorno a lui si agitano i cani che lo sbraneranno. 

Alle spalle del gruppo di statue si tuffa nella fontana, da un’altezza di 82 metri, la Grande Cascata. Due scalinate laterali  permettono di arrivare in cima alla cascata, dove è disposta una piccola caverna artificiale da cui è possibile ammirare un panorama che si estende fino alla costa napoletana. Un’altra delle grandi attrazioni del Palazzo Reale di Caserta è il Giardino Inglese, voluto dalla regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando IV.  Iniziati nel 1786, i lavori per la formazione del giardino durarono molti anni: furono introdotte piante e sementi individuate a Capri, Maiori, Vietri, Salerno, Cava de’Tirreni, Agnano, Solfatara, Gaeta.  Per quanto riguarda gli interni vi sono oltre 1200 stanze, di queste solo 134 erano occupate dalla famiglia reale. Gli interni sono un inno al lusso e allo sfarzo ma anche all’eleganza: degli arredamenti e degli affreschi si occuperanno i migliori artisti del regno. Uno degli interni più belli del Palazzo Reale è la Cappella Palatina, fu personalmente decorata dal Vanvitelli.  Spettacolare è anche il Teatro di Corte, autentico gioiello dell’architettura del XVIII secolo. 

Il Complesso vanvitelliano ospita, dal 1999, anche Terrae Motus. Una delle più importanti collezioni di arte contemporanea del Novecento, ideata da Lucio Amelio come risposta agli eventi sismici che colpirono la nostra regione nel novembre del 1980. Tanti gli artisti coinvolti: Joseph Beuys, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Emilio Vedova e Tony Cragg. Tra le opere esposte va ricordata “Fate Presto” di Andy Warhol, “Senza Titolo” di Keith Haring, giusto per citarne qualcuna.

Dato il suo fascino, la Reggia è stata ed è fonte d’ispirazione per tanti registi al punto tale che l’hanno scelta come set cinematografico per diversi film e fiction. Tra questi ricordiamo Star Wars episodio 1 “La minaccia fantasma” del 1999 il cui regista è George Lucas, Angeli e Demoni del 2009 con il regista Ron Howard e il film Mission Impossible del 2006 con il regista J. J. Abrams. 

Ma la Reggia offre anche tanto altro. Oltre ad essere un vasto patrimonio culturale della città di Caserta, l’attrattore del Palazzo Reale è diventato fonte d’ispirazione per diverse aziende del territorio come ad esempio quelle riguardanti il settore enogastronomico. 

Non si può dimenticare l’AmaRé che è un nobile amaro naturale ottenuto dall’infusione di sole erbe e piante pregiate selezionate nel Reale Giardino Inglese, voluto dalla Regina Maria Carolina. Creata nel 1858, la ricetta fu ideata da Don Domenico Petrone, fondatore dell’omonima Distilleria per la Casa Reale. Ottimo digestivo di fine pasto, l’amaro era anche molto amato da Ferdinando II di Borbone in particolare per il suo gusto morbido, scorrevole ed in chiusura leggermente amaricante servito preferibilmente ghiacciato con una scorzetta di limone o di arancio. 

Anna Chiavazzo

Tra i progetti gastronomici troviamo anche quello della maestra artigiana Anna Chiavazzo che ha creato la collezione di cioccolatini Dolci Donne di Storia, Gustosi Profili di Storia e donne, ricevendo il marchio di Eccellenza della Reggia di Caserta. Il suo progetto nasce dal desiderio di convertire una materia nobile come il cioccolato in una sensazione da percepire attraverso il gusto. Inoltre la collezione è dedicata alle donne che sono state interpreti ed artefici nella storia della Reggia infatti, i primi tre cioccolatini sono dedicati e curati dalle prime tre donne collaboratrici del progetto: Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina D’Asburgo-Lorena e Lady Hamilton. La base del cioccolato è stata fornita da Domori, gruppo Illy caffè, riferimento internazionale nel mondo del cioccolato gourmet, mentre il ripieno è caratterizzato da prodotti fortemente legati al territorio come Zafferano di Pietravairano, Malvarosa del Giardino Inglese della Reggia di Caserta e arance amare e rosse. 

Tuttavia il Palazzo è in continuo cambiamento. Ad oggi il Complesso Vanvitelliano è interessato da interventi di riqualificazione che interessano le facciate interne dei cortili III e IV, delle pareti e della volta degli androni est ed ovest posti su piazza Carlo di Borbone.

Articolo di Elena Coppola, Mariano Antonio De Caprio, Thomas Manna, Martina Mastroianni, Francesco Morrone, Neelam Napoletano, Veronica Venturi

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