Reggia di Caserta, la sala Romanelli recuperata al contemporaneo. In mostra le installazioni di Demetz e Sannino
(Enzo Battarra) È iniziata la fase di riappropriazione da parte della Reggia di Caserta delle sale da destinare alle esposizioni d’arte, siano esse temporanee o permanenti.
In attesa del recupero dei saloni lasciati liberi dall’Aeronautica militare, dove la collezione Terrae Motus verrà per la prima volta presentata in modo completo a partire dal primo giugno, ecco liberato il primo spazio. Si tratta della sala Romanelli, nome che è un omaggio all’autore dei tre grandi dipinti alle pareti. È adiacente al vestibolo superiore e costituiva il primo ambiente della Scuola superiore di Pubblica Amministrazione. Ora è diventata uno spazio espositivo recuperato all’arte contemporanea.
A inaugurarlo la mostra di Peter Demetz e Antonio Sannino, presenti ognuno con un’installazione di grandi dimensioni. La cura è di Marco Izzolino, la produzione ha il brand Liquid Art System di Franco Senesi, con sedi a Capri e Positano. L’organizzazione è di Barbara Genio. Ha collaborato la sede di Sant’Agata de’ Goti dell’Archeoclub d’Italia.
“The Exhibition” è il titolo dell’opera di Peter Demetz. Si tratta di un lavoro complesso, una sorta di quinta teatrale su cui si collocano in un ardito gioco prospettico le sagome dei visitatori di una mostra. È un’installazione realizzata con sculture, ma che ha il suo scatto ideativo nel confronto tra architetture, quella maestosa della sala vanvitelliana e quella tutta illusoria realizzata da Peter Demetz,
Un artefatto della visione è anche la grande veduta a 360° di tutta la città di New York, ritratta dalla cima del famoso Empire State Building. È un lavoro pittorico di Antonio Sannino dal titolo “Inner Outside”. La sensazione è quella di essere su un palcoscenico dove il fondale è un fantasmagorico panorama urbano, con le sue luci e i suoi colori, che avvolge chi è protagonista della scena. (foto Giovanni Izzo)
@EnzoBattarra
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