Reggia, nuovo percorso di visita con i dipinti della restaurazione
Luigi Fusco – Con la fine dell’epoca napoleonica a Napoli si chiudeva la stagione dell’illuminismo e dell’arte neoclassica per lasciare il posto a nuove raffigurazioni con soggetti e iconografie che celebravano la restaurazione della monarchia borbonica. È questo il contesto storico-artistico che fa da sfondo alle tre tele, recentemente collocate nella Sala del Consiglio dell’ala ottocentesca della Reggia di Caserta.
Nel primo dipinto, realizzato da Giuseppe Cammarano, è raffigurato il Ritratto della Famiglia di Francesco I, già da qualche mese a Caserta in quanto esposta alla mostra, appena conclusa, dedicata alle Regine. Fino a poco tempo prima si trovava invece a Capodimonte e vi era giunto, proprio dalla Reggia vanvitelliana, nel 1998, in occasione della grande esposizione Civiltà dell’Ottocento, curata ed allestita dall’allora direttore Nicola Spinosa. Al termine di questa mostra, tale quadro non fece più ritorno a Caserta. Realizzata, nel 1820, con l’obiettivo di esaltare la figura di Ferdinando I, effigiato attraverso un busto marmoreo posto al centro della composizione, l’opera stessa venne eseguita a pendant del Ritratto della Famiglia di Ferdinando IV, datato alla fine del Settecento e realizzato dalla pittrice tedesca Angelica Kauffmann.
Il secondo dipinto, esposto fino a poco tempo fa presso la Sala Romanelli, rappresenta invece la Gloria dei Borbone. Eseguito, nel 1816, da Pietro Saja, autore noto per aver lasciato altre importanti opere stanti nella Chiesa di San Ferdinando Re a San Leucio, il quadro, nel suo insieme iconografico, è un’esaltazione della famiglia reale ristabilitasi sul trono di Napoli dopo il decennio francese. Tale dipinto è stato recentemente restaurato, con interventi effettuati dalla società Ambra Restauri.
A completare il nuovo allestimento della Reggia è il ritratto di Maria Cristina di Savoia, detta la santa, prima moglie di Ferdinando II e madre dell’ultimo sovrano delle Duo Sicilie Francesco II. È uno straordinario capolavoro afferente alla migliore ritrattistica dell’Ottocento che restituisce la dolce bellezza di una giovane donna deceduta troppo presto. Per quanto la sua breve esistenza sia stata condotta al massimo del rigore di spirito e di comprovata fede cristiana, Maria Cristina seppe essere una moglie fedele, devota e di grosse virtù che le sono state riconosciute durante il processo di beatificazione conclusosi positivamente poco più di una decina di anni fa. Le sue spoglie, inoltre, sono conservate, insieme a quelle degli altri esponenti della dinastia borbonica, nella Real cappella di famiglia stante nella Chiesa di Santa Chiara a Napoli.
Con questi tre nuovi quadri si apre alla Reggia un nuovo percorso artistico fatto di una narrazione pittorica ancora da approfondire sia sul piano stilistico che iconografico. Un racconto d’arte, appunto, che consente ai curiosi e agli appassionati di scoprire inediti aspetti di vita, politica e culturale legati ai sovrani borbonici avvicendatisi sul trono partenopeo poco dopo il Congresso di Vienna e la successiva affermazione della restaurazione.
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