RiciClick e legalità. Agrorinasce premia gli studenti virtuosi
Claudio Sacco
– Una gran bella giornata di festa quella che si è tenuta al Centro di educazione e Documentazione Ambientale ‘Pio La Torre’ di Santa Maria La Fossa per la terza edizione del concorso RiciClick, promosso da Agrorinasce e i Comuni soci e la preziosa e fondamentale collaborazione del GSE SpA e di tanti altri partner istituzionali. Alla base dell’iniziativa la cultura della legalità attraverso i valori della sostenibilità ambientale, del riciclo dei rifiuti e dell’economia circolare, il tutto in memoria di Giovanni Falcone e delle vittime della strage di mafia del 23 maggio 1992.

Il concorso ha inteso offrire ai ragazzi l’opportunità di guardare la realtà con occhi nuovi e di scoprire che le emergenze ambientali che hanno attraversato questo territorio possono essere superate, soprattutto con l’impegno di tutti, cittadini e Amministrazioni. Un video molto bello curato dall’Agenzia di comunicazione Etiket, con sede in un bene confiscato alla camorra in San Cipriano d’Aversa, ha sintetizzato tutti i pregevoli lavori svolti dagli studenti nel concorso ‘Riciclick’.
Dichiara soddisfatto l’Amministratore Delegato di Agrorinasce, Giovanni Allucci: “La cultura della legalità e della sostenibilità ambientale è ormai un impegno imprescindibile nell’azione che Agrorinasce conduce su un territorio che cerca di superare, con enormi sforzi e senza mai dimenticare, il periodo delle ecomafie prima, seguita dall’emergenza rifiuti in Campania fino ad arrivare alla terra dei fuochi”. Particolarmente toccante è stato il momento commemorativo della strage del 23 maggio 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e gli uomini della scorta, con il video preparato da Augusto di Meo, fotografo e testimone di giustizia dell’omicidio di Don Peppe Diana, da sempre fotografo di Agrorinasce per tutte le iniziative che ha realizzato negli ultimi 15 anni.
Sono intervenuti alla manifestazione, il Presidente del Consiglio Comunale di Santa Maria La Fossa, Salvatore Russo, il dirigente della Prefettura di Caserta, Maria Luisa Fappiano, il coordinatore provinciale delle vittime innocenti di camorra, Salvatore Di Bona, il Presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Maria Gabriella Casella, il giudice del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, Giuseppe Meccariello, che ha avuto esperienza diretta di giudice in Sicilia e il giudice Sergio Enea, palermitano di origine ma con esperienza quindicennale nel Tribunale di S. Maria CV e ora Presidente della sotto sezione dell’Associazione Nazionale Magistrati di S. Maria CV.
Il Presidente Maria Gabriella Casella, ha ricostruito il contesto ambientale e sociale che ha caratterizzato la Sicilia e la Campania negli anni ’80 e ’90, ricordando la figura e l’impegno professionale e sociale del magistrato Giovanni Falcone, chiudendo il suo intervento con ampi riferimenti alla lettera che Paolo Borsellino scrisse a tutti all’indomani della strage di Capaci, e in particolare alla celebre frase riferita dal magistrato Borsellino: “La lotta alla mafia non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
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