San Francesco, dal 2026 il 4 ottobre sarà festa nazionale
Luigi Fusco – Francesco d’Assisi è il santo più amato d’Italia, ora più che mai. Dal 2026 il giorno della sua ricorrenza sarà festa nazionale, come un tempo. Il suo patronato si estende su tutto lo stivale, isole comprese. Il suo nome è diffuso a macchia d’olio, anche come diminutivo o declinato attraverso simpatiche varianti: Franco, Ciccio, Ciccillo, queste ultime soprattutto nel meridione.
I conventi sorti in suo onore sono presenti un po’ ovunque, sia al nord che al sud, e in Terra di Lavoro, sia per storia che per prestigio, pure se ne contano tanti: dall’alto casertano alla piana campana.
Si racconta che San Francesco nel suo lungo peregrinare passò anche per alcune cittadine della provincia di Caserta: a Maddaloni e a Sessa Aurunca.
La tradizione locale riporta inoltre che diversi sono stati i miracoli avvenuti per sua intercessione, come quello di Capua dove un bambino tornò in vita dopo esser annegato nel fiume Volturno.
Chiese e plessi conventuali, sculture e dipinti e non ultimi documenti d’archivio dedicati al santo assisiano sono oggi la traccia di una storia secolare che fonda le proprie radici in un medioevo attraversato da uomini, come Francesco, che già avvertivano la necessità di riformare la Chiesa riportandola alle sue origini: di povertà, di fede, speranza e carità, condizioni e virtù da prender a modello di riferimento per servire il prossimo e soprattutto gli “ultimi”.
Fu questo il testamento del Santo, la cui forza evangelizzatrice tuttora affascina e commuove il popolo cristiano che, ora più che mai, vede in lui e in quella che fu la sua predicazione un segno tangibile della presenza di Dio, ma anche del suo infinito amore: rassicurante e proiettato verso l’affermazione di armoniosi principi e valori inneggianti la pace e la fratellanza tra i popoli.
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