San Lorenzo e il 10 agosto: tra culto, devozione, fede e storia
Luigi Fusco – Quello di San Lorenzo è un culto particolare, fatto di devozione e di tanta fede, che, nel contempo, si caratterizza anche tramite altre e molteplici sfaccettature culturali, scientifiche e naturalmente culturali, la cui natura si intreccia con l’antropologia, le tradizioni locali, l’arte e la letteratura.
Originario di Valencia e vissuto tra la prima e la seconda metà del III secolo, Lorenzo, il cui nome significa
“coronato d’alloro”, è stato tra i sette diaconi di Roma ad esser martirizzato durante le persecuzioni
dell’imperatore Valeriano. Sotto papa Sisto svolse l’incarico di arcidiacono responsabile delle opere di carità che puntualmente venivano effettuate dalla Diocesi di Roma per dare aiuto e conforto a più di
millecinquecento poveri. Secondo la tradizione il 10 agosto dell’anno 258 proprio in virtù dell’importante
ruolo che aveva e in relazione al fatto che avesse negato le ricchezze della Chiesa a Valeriano venne arso
vivo su di una graticola rovente.
A partire dal IV secolo il luogo della sua sepoltura divenne meta di innumerevoli pellegrini. Per meglio
onorare la sua memoria, nel medesimo posto l’imperatore Costantino vi fece sorgere un oratorio che nel
corso del tempo è diventato sempre più grande fino ad assumere le attuali e monumentali dimensioni
riscontrabili nella parte sia strutturale che architettonica della Basilica di San Lorenzo fuori le mura.
Dal componimento poetico X agosto di Giovanni Pascoli ai mosaici del mausoleo di Galla Placidia a
Ravenna, senza dimenticare lo sciame meteorico delle Perseidi, quasi ogni aspetto della vita umana e
celeste passa attraverso la rievocazione di San Lorenzo e al suo potere immaginifico.
In provincia di Caserta il suo culto è diffuso in particolare a Baia e Latina, dove ricorre la festa patronale, ad Aversa, dove vi insiste il monastero benedettino eretto in epoca normanna e oggi ospitante il
Dipartimento di Architettura dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, e a Casolla di Caserta dove si celebra la sua memoria liturgica nella chiesa parrocchiale a lui intitolata. Si ricorda, infine, l’antica chiesa di Capua di San Lorenzo ad Crucem, di cui fu amministratore, nel 1340, il celebre scrittore Giovanni Boccaccio che, al tempo, si trovava a Napoli come apprendista dei Bardi: banchieri fiorentini al servizio della corte angioina.
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