Sant’Anna. La discesa del simulacro, sale l’attesa per la festa

Sant’Anna. La discesa del simulacro, sale l’attesa per la festa

Luigi Fusco

– Nel mese di luglio Caserta si veste di giallo/verde e si raccoglie in preghiera, poiché i suoi cittadini vivono in trepidante attesa per stringersi attorno alla loro santa: Anna, moglie di Gioacchino e copatrona insieme a Sebastiano. Il primo già è stato stato onorato. Ieri la “discesa” della Santa dalla sua edicola, svoltasi in occasione della ricorrenza della Madonna delle Grazie, per esser collocata nei pressi dell’aula presbiteriale, ma soprattutto per entrare in contatto diretto con i tanti fedeli casertani. È questa l’intronazione, perché la statua viene collocata sul trono.

La devozione verso la Madre della Vergine è un fatto antico, le cui origini si fondano nella pietà popolare e nel cuore del centro storico di Caserta, a pochi passi dalla Reggia. Il venerato simulacro di Sant’Anna era difatti esposto, sin dal 1832, nell’abitazione delle sorelle Costa in via Sant’Elena: “abbascio a’ Santella”, tuttora identificata come la “Casa di Sant’Anna”.
Nubili per scelta e ferventi cattoliche, le Costa educarono intere generazioni di bambini e ragazzi allo spirito cristiano e alla devozione verso Sant’Anna.
Una delle due sorelle morì durante il colera del 1836 e venne sepolta nel cimitero di Santa Maria a Macerata, nei pressi di San Clemente, l’altra sopravvisse fino al 1838.
Quest’ultima, prima di perire, fece testamento di donare l’effigie della santa alla Chiesa di Santa Maria di Loreto, in piazza Marconi, dove aveva sede l’omonima congregazione. Sia l’edificio sia la confraternita risalivano al XVII secolo.

Il dono delle Costa fu ben accolto dai confratelli. La scultura venne risistemata dal Priore dell’epoca Giovanni Bozzaotra, già maestro indoratore presso la Real Casa dei Borbone, e la devozione popolare cominciò ad affermarsi con grande entusiasmo a partire dagli anni Cinquanta del XIX secolo.
Della chiesa, oggi, esiste solo il ricordo, alcuni documenti storici e qualche foto in bianco e nero, poiché venne bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale: il 27 agosto del 1943.
La venerabile immagine di Sant”Anna riuscì a salvarsi miracolosamente, mentre al posto della sede della congregazione di Loreto venne costruito l’attuale Santuario.
Nel corso del tempo la devozione casertana nei confronti di Sant’Anna non è mai scemata, anzi, ora c’è maggiore consapevolezza, senso di appartenenza, rispetto per le tradizioni e buon senso cristiano.
La città vive il mese di luglio attorno alla santa, partecipando alla preghiera e ai momenti topici del suo culto.

Ma la festa continua dopo l’intronazione, in attesa del suo “dies natalis”, il 26 luglio, e della solenne processione, prevista per domenica 31, per le strade principali di Caserta. Un evento attesissimo che ritorna dopo due anni di assenza dovuta alla pandemia da covid-19.

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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