“Senghe”, ecco il nuovo disco del gruppo degli Almamegretta

“Senghe”, ecco il nuovo disco del gruppo degli Almamegretta

Emanuele Ventriglia

-Dallo scorso 10 giugno è fuori «Senghe», il nuovo disco degli Almamegretta. Anticipato il 21 aprile dal singolo «Figlio», è stato prodotto dalla stessa band napoletana insieme a Paolo Baldini, uno dei Raggae producer italiani più importanti d’Europa. Il lavoro con il produttore ha riportato la band alle sonorità Dub, tipiche delle loro prime uscite.

L’album rappresenta un ritorno sul mercato discografico, dopo «Ennenne», che risaliva al 2016. Tutte le canzoni sono legate tra loro da una serie di tematiche: migrazione, ambientalismo, connessione generazionale. Il fil rouge di tutti questi temi, particolarmente profondi ed attuali, sono proprio le «senghe», le cicatrici, gli spiragli attraverso cui può filtrare nuova luce.

Tutti i brani sono stati composti dalla band, insieme a Paolo Baldini. I testi di «Senghe» e «Figlio» sono stati scritti da Danilo Turco, mentre in «O’ Campo» è possibile ascoltare la chitarra di Adriano Viterbini. Non mancano inoltre brani come «Toy», in cui si denotano sonorità folkloristiche mischiate all’electro, elemento tipico del sound degli Almamegretta. La contaminazione tra i vari mondi e generi musicali è evidente anche dalle lingue in cui Raiz canta: i testi sono infatti un mix di napoletano, inglese, italiano ed ebraico. Pier Paolo Polcari, storico tastierista e produttore della band, commenta così alcuni dei brani del disco. Come mai avete scelto proprio «Figlio» come singolo per anticipare l’uscita di questo lavoro?

«Abbiamo scelto “Figlio” come singolo, oltre perché riteniamo sia una bella canzone, perché racchiude i temi portanti dell’album. Le “Senghe” vengono trasmesse di padre in figlio, nel tentativo di preparare il campo ad una nuova generazione. Per figlio non intendiamo solo quelli biologici, ma qualunque persona a cui tu voglia trasmettere quello che per te è la vita. Lo stesso tema è trattato in “Senghe”, che narra di un figlio che comincia a scoprire le debolezze del padre ma le difende poiché le sente anche sue. La società sta perdendo il controllo delle proprie debolezze, combattendole; questa non è una modalità di vita sana, ma morbosa e pericolosa allo stesso tempo. Dai nostri limiti possono nascere anche dei fiori».

In «O’ Campo», l’orto parla in prima persona, denotando un ambientalismo quasi «filosofico». È un modo per esprimere il vostro punto di vista sull’argomento?

«”O’ Campo” è una sorta di visione. Noi siamo solo ospiti di questo pianeta, che in realtà non ha bisogno di noi, esseri di passaggio. L’essere umano ha rovinato l’ambiente, ma è troppo piccolo per tentare di ripristinarlo. L’unica possibilità che ha è quella di non far nulla, di osservare. Anche quando sentiamo parlare di Green Revolution, si tratta sempre dell’uomo che tenta di modellare la terra».

È presente nell’album una reinterpretazione di «Na’ Stella» di Fausto Mesolella. Cosa vi ha spinti a realizzarla?

«Raiz, nel corso degli anni, ha collaborato con Fausto e suonavano questa canzone. Lui era un nostro grande amico, oltre che un grande musicista. L’abbiamo rivisitata, ottenendo una sorta di nenia africana. Siamo certi che a lui sarebbe piaciuta».

Almamegretta è un gruppo musicale formatosi a Napoli nel 1991. La loro musica è una miscela di trip hop, reggae, dub, rap e canzoni napoletane. Attualmente, la band è composta da «Gennaro T» Tesone alla batteria, Raiz «Reeno» alla voce, Pier Paolo «Pablo» Polcari alle tastiere.

Esordiscono nel 1992 con il mini-album «Figli di Annibale». Nel 1995 esce «Sanacore», seguito da un tour italiano di oltre 80 date, lavoro premiato con la Targa Tenco come miglior disco in dialetto. Da quel momento in poi si affermano come una delle realtà più interessanti in Italia. Il percorso li porterà a pubblicare negli anni 16 album tra studio e live, ad aggiudicarsi altre 2 targhe Tenco, oltre a due dischi d’oro. Nel febbraio 2013, inoltre, gli Almamegretta partecipano al Festival di Sanremo, proponendo due brani: «Onda Che Vai» (scritto da Federico Zampaglione dei Tiromancino) e «Mamma Non Lo Sa», che arriva in finale. Prima di «Senghe», nel 2017, era stato pubblicato «Ennenne Dub», album che prevedeva il remix in chiave dub delle tracce di «EnnEnne», uscito l’anno precedente. 

Pier Paolo Polcari è tastierista, compositore e produttore degli Almamegretta. Ha collaborato con Massive Attack, Leftfield, Adrian Sherwood, Bill Laswell, Gaudi, Zion Train, Lucio Dalla, Pino Daniele e moltissimi altri. Tra i producer più influenti e innovativi d’Italia, Polcari rende i suoi set unici e dinamici, sperimentando sempre con nuove produzioni. Predilige un sound da club con forti influenze dub, cumbia ed elettronica.

About author

emanuele ventriglia
emanuele ventriglia 81 posts

Emanuele Ventriglia - Musicista e cantautore, studia la chitarra e canta fin da bambino. Iscritto alla facoltà di Lettere Moderne dell'Università Vanvitelli, ama l’arte e la creatività in tutte le loro forme. Oltre al portare avanti il suo progetto musicale, ha avviato un percorso di formazione di Marketing e Comunicazione.

You might also like

Attualità 0 Comments

Speranza per Caserta sull’inchiesta della DDA

In relazione all’inchiesta della Dda di Napoli di quest’oggi che ha portato all’arresto di esponenti politici e imprenditori accusati di collusione con la camorra casertana, la coalizione di «Speranza» («Speranza per Caserta»

Senso e Gesto, a Camerota i casertani Trepiccione e Vanacore

Luigi Fusco -È in corso presso Palazzo Santa Maria-Casa della Cultura e delle Arti di Camerota la mostra “Senso e Gesto”, a cura di don Gianni Citro Presidente della Fondazione

Primo piano 0 Comments

Certosa di San Martino, si inaugura la Biennale Arteinsieme

Luigi Fusco -Giovedì 8 luglio, alle 11, presso la Certosa e Museo di San Martino si svolgerà l’iniziativa Biennale Arteinsieme – Cultura e culture senza Barriere, evento promosso dal Museo

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply