Sono mamme senza storia, la preghiera si fa canto a Capua

Sono mamme senza storia, la preghiera si fa canto a Capua

Luigi Fusco

-Ha entusiasmato e incuriosito lo spettacolo “La Bibbia delle mamme senza storia”, a cura del coro polifonico “Caserta Nova Ensemble”, tenutosi sabato 3 dicembre, presso la Chiesa di San Domenico a Capua. Durante il concerto, diretto da Fortuna Cinque, sono stati eseguiti canti sacri intervallati da preghiere, racconti e litanie, le cui trame narrative sono state rintracciate in seno alla tradizione e alla “memoria” delle mamme e delle nonne di un tempo. Oltre l’esibizione puramente musicale, lo spettacolo si è caratterizzato per la sua singolare dimensione antropologica e cultuale indagata da Francesco Schiano con dedizione e mirata volontà nel recuperare la storia e le connessioni liturgiche di antiche devozioni, la cui natura è riuscita a sopravvivere, per lunghi secoli, grazie alla tradizione orale tramandata ai figli e ai nipoti di generazione in generazione. Le parole ed i versi delle preghiere, così come le “richieste di grazie”, sono state lette o recitate in maniera alternata ai pezzi classici musicati. Dall’Ave Maria di Jacques Arcadelt al Panis Angelicus di Cesar Franck, sono solo alcuni dei brani che si sono avvicendati con le drammatizzazioni abbinate, come, ad esempio, la “Ballata del Peccatore” e “Cosce ‘Argiento”. Narrazioni che il più delle volte sono state interpretate in dialetto napoletano. Entusiasta il Priore dell’Arciconfraternita del SS. Rosario di Capua, Gianpaolo Palmieri, per la buona riuscita della manifestazione, tra gli ultimi appuntamenti, promossi dallo stesso sodalizio, previsti nel corso dell’anno giubilare domenicano (1221-2021) che si concluderà il prossimo 6 gennaio.

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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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