Sveglia all’alba a Caserta, Sant’Anna muove la città tra i botti
Maria Beatrice Crisci – (foto Antonio Ciontoli) Caserta si è svegliata all’alba nel segno della devozione. Fin dalle primissime ore di questa calda domenica 2 agosto, piazza Sant’Anna è stata gremita di fedeli per il momento più atteso dei festeggiamenti dedicati alla patrona della città. Sebbene la ricorrenza liturgica di Sant’Anna cada il 26 luglio, le celebrazioni sono proseguite nei giorni successivi fino ad arrivare all’appuntamento culminante di oggi, vissuto con intensa partecipazione religiosa e popolare.
Alle 6 del mattino il tradizionale suono delle campane, accompagnato dal lancio delle bombe carta, ha annunciato la Messa del Saluto, celebrata all’aperto in piazza da monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta, insieme al parroco e rettore del Santuario di Sant’Anna, don Andrea Campanile, ai sacerdoti collaboratori, ai confessori del Santuario e ad altri presbiteri della diocesi.
Al termine della celebrazione, conclusa con la benedizione impartita dal vescovo, ha preso il via la Peregrinatio Sanctae Annae, la processione mattutina che ha attraversato le strade cittadine facendo tappa anche all’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, luogo simbolico di vicinanza ai malati e agli operatori sanitari.
Nel pomeriggio il programma è proseguito con la celebrazione eucaristica delle ore 17 nel Santuario, presieduta da don Andrea Campanile, preludio alla solenne processione durante la quale il venerato simulacro della santa viene portato a spalla dai soci dell’Associazione Cattolica Accollatori di Sant’Anna, riconoscibili dai tradizionali colori giallo e verde.
Il corteo per le principali vie del centro cittadino: da piazza Sant’Anna a via Roma, corso Trieste, piazza Margherita, piazza Gramsci, via Ferrante, piazza Vanvitelli, piazza Matteotti, piazza Duomo, fino al rientro nel Santuario, accompagnato dalla preghiera e dalla partecipazione di migliaia di fedeli.
Nella cultura popolare casertana Sant’Anna rappresenta molto più della patrona della città. È la santa della tradizione, della famiglia, della protezione, la “vecchiarella” tanto cara al popolo, alla quale vengono attribuite grazie e prodigi.
Le origini di questo culto affondano nell’antico quartiere della Santella, l’antico Villaggio Torre, primo nucleo urbano della Caserta nel piano. Curiosamente il nome “Santella” deriva da una deformazione di “Sant’Elena”, denominazione dell’antica chiesa e della strada che oggi corrisponde a via Ferrante. Proprio qui, nella breve viella Salomone, sorge una storica edicola votiva dedicata a Sant’Anna, che ogni anno viene addobbata a festa in occasione delle celebrazioni.
Con le sue luminarie, le bancarelle, i festoni e il palco allestito in piazza, la festa restituisce a Caserta il volto più autentico della sua identità meridionale. È una tradizione che intreccia fede, cultura popolare e senso di appartenenza, dove il rito religioso si fonde con una dimensione comunitaria che continua a rinnovarsi di generazione in generazione.
Le celebrazioni si concluderanno lunedì 3 agosto con la Solenne Celebrazione Eucaristica di Ringraziamento, in programma alle ore 19 nel Santuario di Sant’Anna e presieduta dal rettore don Andrea Campanile.
La Messa sarà dedicata ai benefattori, ai collaboratori del Santuario, agli associati degli “Amici di Piazza Sant’Anna” e ai soci, vivi e defunti, dell’Associazione Cattolica Accollatori di Sant’Anna.
Al termine della celebrazione si svolgeranno due momenti particolarmente significativi: la reposizione del venerato simulacro di Sant’Anna sul suo altare e lo spegnimento della lampada votiva, gesto che sancirà ufficialmente la conclusione dei festeggiamenti patronali 2026.
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