Tra mito e fede, Sant’Elena protettrice degli archeologi

Tra mito e fede, Sant’Elena protettrice degli archeologi

Luigi Fusco – 18 agosto. Si celebra oggi Sant’Elena. Il suo nome è frequentemente associato a quello della giovane e bellissima amante di Paride, divenuta oggetto del conflitto tra greci e spartani così come narrato da Omero nella sua Iliade, ma in tanti sanno anche che Elena fu una grande imperatrice romana, vissuta tra il III ed il IV secolo, la prima, in assoluto, ad avvicinarsi alla religione cristiana.
Moglie “morganatica” di Costanzo Cloro e madre di Costantino, l’imperatore che fece divenire il culto cristiano religione di stato, dal 326 al 328 viaggiò in lungo e in largo per tutta Gerusalemme alla ricerca di reliquie e testimonianze materiali riguardanti la vita di Gesù. In ogni luogo dove si recò intraprese attività di scavo per far emergere dal passato oggetti relativi a Cristo, ai suoi miracoli e alla sua passione. Il suo più grande ed importante ritrovamento fu quello della “Vera Croce”, i cui frammenti oggi si conservano nelle Chiese della Santa Croce in Gerusalemme a Roma e di Santa Maria del Fiore a Pisa. Un ulteriore reliquia della stessa croce è invece presente nella Cattedrale di Notre Dame de Paris.
La fama di prima esploratrice di reperti afferenti al primordiale universo cristiano ha fatto divenire la stessa Elena protettrice degli archeologi.
Per quanto riguarda la diffusione del suo culto in Terra di Lavoro, si ricorda la piccola Chiesa di Sant’Elena a Caserta, collocata in prossimità della Reggia, dove Luigi Vanvitelli si recava per partecipare alle Sante Messe, e il “Polittico della Croce” esposto al Museo Campano Provinciale di Capua, stante, in origine, nella Chiesa di Sant’Anna di Sessa Aurunca.
L’opera, risalente alla fine del XV secolo, è da tempo attribuita al pittore veronese Cristoforo Scacco, autore attivo a Napoli e in altri territori della Campania tra la seconda metà del Quattrocento e il primo quarto del Cinquecento, ritenuto dagli studiosi tra i principali innovatori dell’arte rinascimentale partenopea promossa sotto i sovrani aragonesi.

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Luigi Fusco
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Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

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