Trentesima Festa del Merlo a Saviano, rituale d’arte e libertà
Maria Beatrice Crisci -Una giornata intensa quella di ieri primo maggio. Ricca di significati, arte e simboli quella che ha animato Palazzo Allocca per la 30ª edizione della Festa del Merlo. Nata nel 1995 come un piccolo rituale tra amici, l’evento è oggi un appuntamento culturale consolidato, capace di coinvolgere artisti, attivisti, studenti e cittadini attorno a un’idea potente: la libertà. La Festa del Merlo di Saviano è organizzata dall’Associazione Nazionale per la Liberazione del Merlo Maschio, fondata nel 1995 da Antonio Sgambati e Felix Policastro. Il simbolo del merlo – che canta anche nella gabbia – è divenuto negli anni emblema di resistenza poetica, diritti umani e memoria. Quest’anno, l’edizione del trentennale ha coinciso con la Festa dei Lavoratori, rendendo ancora più forte il legame tra cultura e impegno civile. Nel corso degli anni, la festa ha coinvolto numerosi artisti, poeti e attivisti, diventando un appuntamento annuale di rilevanza culturale e sociale. Il critico d’arte Enzo Battarra scrive: «Per trent’anni è stata fatta la festa al merlo, un evento che si è ripetuto nel segno della libertà, come un rituale, un’antica cerimonia di iniziazione. Il mistero del merlo. L’arte celebra la leggerezza e il volo, il movimento e i colori, l’intraprendenza e l’imprudenza del merlo».


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