Un secolo di stampa in Terra di Lavoro, evento al liceo Manzoni

Un secolo di stampa in Terra di Lavoro, evento al liceo Manzoni

Redazione – Un viaggio lungo cento anni attraverso le pagine dei giornali che hanno raccontato Terra di Lavoro, specchio fedele delle trasformazioni politiche, sociali e linguistiche del territorio. È questo il filo conduttore dell’incontro di alto profilo culturale ospitato dal Liceo Statale “A. Manzoni” di Caserta, promosso su impulso della dirigente scolastica Adele Vairo, da sempre attenta a valorizzare il dialogo tra scuola, istituzioni culturali e realtà come il CeSAF Maestri del Lavoro.

L’evento, coordinato dalle professoresse Rita Adanti, Giovanna Battaglino e Daniele Picillo, si svolge nella suggestiva aula immersiva del liceo Manzoni – unica in Italia – e prende le mosse dalle riflessioni del compianto professor Aniello Gentile, eminente glottologo, storico e indimenticato presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro. Docente di Glottologia e Sanscrito presso l’Università “Federico II” di Napoli, Gentile fu tra i primi studiosi ad analizzare in modo scientifico il mutamento del linguaggio giornalistico nel secondo dopoguerra.

Nelle sue analisi, Gentile evidenziava come il ventennio fascista avesse prodotto un drastico impoverimento della scrittura giornalistica: la censura e la retorica di regime avevano sterilizzato il lessico politico, relegando la cronaca – in particolare quella nera – a margine, sostituita da una prosa celebrativa e apologetica, spesso priva di reale contenuto informativo. Un’eredità pesante, che solo nel secondo dopoguerra cominciò lentamente a essere superata.

La retrospettiva affronta anche la stagione più vivace dell’editoria locale, quella che a partire dagli anni Sessanta vide la nascita di numerose testate e periodici animati da studenti liceali e universitari della provincia. Un laboratorio di idee e linguaggi dal quale sarebbero emerse firme oggi autorevoli del giornalismo nazionale. Una ricchezza messa a confronto con le criticità contemporanee: la crisi strutturale della carta stampata, la precarizzazione della professione e l’overdose informativa prodotta dal web.

A discutere di questa lunga evoluzione sono protagonisti storici dell’informazione. Carlo De Blasio, giornalista di caratura internazionale, già alla BBC e volto noto della RAI, testimone diretto dei fatti dell’11 settembre, oggi impegnato nello sviluppo dei nuovi linguaggi della TGR e nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale all’informazione. Franco Tontoli, decano del giornalismo casertano, che ha attraversato redazioni come Il Tempo, Telecaserta, la Repubblica e La Voce di Montanelli, collaborando oggi stabilmente con Il Mattino. Giuseppe Venditto, pubblicista, già firma de l’Unità e fondatore della rivista Frammenti, punto di riferimento negli anni Novanta per il rinnovamento morale e civile promosso dal vescovo Raffaele Nogaro. Mauro Nemesio Rossi, giornalista e direttore di testate storiche come Il Corso e della rivista nazionale Fotografia Comparata.

Ad arricchire l’incontro, una mostra di giornali d’epoca – autentiche testimonianze materiali di un secolo di cronaca – e la proiezione di filmati originali dell’Istituto Luce, che documentano momenti cruciali della storia di Caserta.

Dopo l’introduzione della dirigente Adele Vairo, i saluti istituzionali sono affidati a Michele De Simone, presidente dell’Assostampa locale, e a Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

Un’iniziativa che non è soltanto un momento di approfondimento per gli studenti del Manzoni, ma un esercizio di memoria collettiva su una professione che, pur cambiando pelle, resta un pilastro fondamentale del tessuto democratico e sociale del Paese.

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