Vegetoterapia carattero-analitica: a Caserta il seminario
Fabio Marro – Esiste un linguaggio che precede le parole e che accompagna ogni esperienza della vita: quello del corpo. Posture, tensioni muscolari, modalità respiratorie ed espressioni emotive non rappresentano soltanto reazioni momentanee, ma possono custodire tracce profonde della storia personale di ciascun individuo. E sarà proprio a Caserta il 26 giugno che si argomenterà sull’affascinante disciplina. Grazie alla collaborazione tra Antropologicamente APS; IFeN ; Osservatorio Giuridico Italiano, infatti sarà possibile meglio comprendere le connessioni che esistono tra mente e corpo.
È da questa prospettiva che nasce la Vegetoterapia Carattero-Analitica, metodologia psicoterapeutica di orientamento corporeo sviluppata a partire dagli studi di Wilhelm Reich e successivamente sistematizzata da Federico Navarro.
Secondo questa impostazione teorica, corpo e psiche non costituiscono realtà separate, ma aspetti differenti di un medesimo funzionamento dell’essere umano. Le esperienze vissute, soprattutto durante l’infanzia e nelle prime fasi dello sviluppo, possono lasciare tracce sia sul piano emotivo sia su quello corporeo, dando origine a tensioni muscolari croniche che Reich definì “corazza caratteriale”.
La teoria reichiana sostiene che tali irrigidimenti rappresentino meccanismi di difesa costruiti dall’individuo per fronteggiare frustrazioni, paure o esperienze dolorose. Queste difese, inizialmente funzionali alla sopravvivenza psicologica, possono però diventare nel tempo strutture rigide che limitano la spontaneità emotiva e la capacità di relazione.
La Vegetoterapia Carattero-Analitica si propone di lavorare su queste tensioni attraverso una metodologia che integra il corpo e l’esperienza emotiva. Secondo Federico Navarro, non si tratta di una semplice tecnica di rilassamento o liberazione emozionale, bensì di un percorso volto a favorire una maggiore consapevolezza di sé e un rapporto più autentico con il mondo.
L’obiettivo del lavoro terapeutico è il miglioramento del funzionamento neurovegetativo, dell’equilibrio muscolare e della capacità dell’individuo di autoregolarsi. In questa prospettiva, il benessere non coincide soltanto con l’assenza di sintomi, ma con la possibilità di vivere relazioni più libere e una maggiore integrazione tra emozioni, pensiero e corpo.
Uno degli aspetti più caratteristici della metodologia è il lavoro sui cosiddetti “sette livelli reichiani”, aree del corpo nelle quali si manifesterebbero specifici blocchi energetici e muscolari: occhi, bocca, collo, torace, diaframma, addome e pelvi. Ciascun livello sarebbe associato a particolari modalità relazionali ed emotive sviluppate nel corso della vita.
Il trattamento utilizza specifici “actings”, movimenti corporei proposti dal terapeuta con l’obiettivo di favorire il contatto con emozioni profonde e facilitare il graduale scioglimento delle tensioni. Secondo questa visione, gli actings non sono esercizi meccanici, ma strumenti attraverso i quali il corpo può esprimere contenuti emotivi non ancora pienamente elaborati.
La metodologia I.Fe.N. sottolinea inoltre l’importanza del rispetto dei meccanismi difensivi dell’individuo. La corazza caratteriale, infatti, viene considerata non come un nemico da abbattere, ma come una strategia di adattamento costruita per preservare l’identità personale. Per questo motivo, il lavoro terapeutico mira a una graduale trasformazione delle difese, evitando interventi ritenuti invasivi o violenti.
Nella prospettiva della Vegetoterapia, il percorso terapeutico attraversa simbolicamente l’intera storia evolutiva della persona, dal vissuto intrauterino fino alla maturità affettiva e sessuale. L’obiettivo finale è favorire una maggiore flessibilità emotiva e corporea, consentendo all’individuo di adattarsi alla realtà senza rinunciare alla propria autenticità.
Secondo questa impostazione teorica, una persona che ha completato il percorso terapeutico sviluppa una maggiore capacità di assumere decisioni autonome, di gestire le proprie emozioni e di modulare i propri meccanismi difensivi in modo flessibile e consapevole. In altre parole, la salute psicologica non viene vista come assenza di conflitti, ma come capacità di affrontarli mantenendo un equilibrio dinamico tra corpo, emozioni e pensiero.
Pur rappresentando un approccio storico e influente nell’ambito delle psicoterapie corporee, la Vegetoterapia Carattero-Analitica continua ancora oggi a essere oggetto di studio e confronto nel panorama clinico e scientifico contemporaneo, alimentando il dibattito sul complesso rapporto tra esperienza emotiva, corpo e salute mentale.
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