Belvedere di San Leucio. Dal Codice al Museo della Seta

Belvedere di San Leucio. Dal Codice al Museo della Seta

-L’affascinante storia del Belvedere di San Leucio è strettamente legata a quella della dinastia dei Borbone.  Tutto ebbe inizio nel 1773, quando il re Carlo di Borbone pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l’arte della tessitura. Venne così costituita nel 1778 una comunità nota come Real Colonia di San Leucio

Il re Ferdinando IV di Borbone aveva molto a cuore la colonia e progettò di allargarla anche per le nuove esigenze industriali, dovute all’introduzione della lavorazione della seta e della manifattura dei veli. A San Leucio, all’interno del Palazzo del Belvedere, ha oggi sede il “Museo della seta”, che conserva alcuni macchinari originali, ancora funzionanti, per la lavorazione della seta. Un primato che rese Caserta “la tessitrice” della seta che ancora oggi decora i salotti di tutto il mondo (Vaticano, Quirinale e Casa Bianca). Il ritorno in funzione dei telai dopo circa 250 anni dalla data di fondazione della Real Colonia, è stata annunciata da una famiglia di imprenditori casertani, il «Gruppo Letizia Spa». Il museo è suddiviso in 8 sezioni: il settore della seta e dell’archeologia industriale, compresa la “Casa del Tessitore”, un esempio di abitazione coloniale dell’epoca, visitabile su richiesta, e la “Casa dei Borbone”, il Museo dell’Opera, i Giardini, il settore Restauro del Tessuto, il settore Didattica e l’area Marketing, dedicata alla vendita della seta. Nel percorso di archeologia industriale al Complesso Monumentale si avrà l’occasione di accedere alle sale con gli strumenti per la produzione e lavorazione della seta, di entrare in un’ampia sala con telai in legno perfettamente funzionanti, in cui vengono mostrati i vari manufatti, la cuculliera e la filanda. Il filo del baco da seta – lungo anche centinaia di metri – dopo esser stato ammorbidito nell’acqua calda e steso in tensione, andava a formare delle matasse. Successivamente, mediante il supporto di un telaio in legno, si procedeva alla tessitura ovvero alla rifinitura dei tessuti. Al giorno d’oggi, il sistema tradizionale ha subito dei cambiamenti: una volta realizzato il disegno, infatti, viene scannerizzato e passato a un telaio meccanizzato che permette ai tessuti di prendere vita.

CODICE LEUCIANO

Il Codice Leuciano, composto di 5 capitoli e 24 brevi paragrafi, descrive una società fondata sul lavoro, in particolare sulla pari dignità tra i lavoratori, e sul merito, nella quale sono riconosciuti il diritto all’abitazione, il diritto all’istruzione gratuita per uomini e donne, l’abolizione della dote femminile e la parità di genere. Dunque, il Codice Leuciano è caratterizzato da un’impostazione fortemente paternalistica ma volta a realizzare una rivoluzione sociale dall’alto, diretta a costruire un sistema economico, urbanistico e sociale in grado di scongiurare la miseria e il degrado della popolazione, realizzando quella che appariva essere una “società giusta”.

Diverse fonti riportano che il codice fu redatto dall’intellettuale Antonio Planelli, appartenente all’entourage della regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. Gli approfonditi studi della giornalista Nadia Verdile – autrice di Utopia sociale, utopia economica – suggeriscono, invece, che il Codice Leuciano, fu fortemente voluto dalla regina, donna raffinata e colta, e non dal marito Ferdinando, uomo per nulla avvezzo alle questioni di corte.

EVENTI

Il Belvedere è location per eventi artistici e musicali. Ricordiamo il Leuciana Festival, che ha visto tra gli ospiti più famosi Michael Bublé, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Giovanni Allevi, i Pooh, Fiorella Mannoia, l’Orchestra Scarlatti del Teatro San Carlo di Napoli e ancora Pino Daniele, il musical Cats, Pat Metheny e tanti altri artisti di livello internazionale. Come eventi artistici ricordiamo la Biennale d’Arte Contemporanea. Il Belvedere insieme al Palazzo Reale di Caserta ed all’Acquedotto del Vanvitelli, è sito Unesco – Patrimonio dell’umanità 

Articolo redatto da: Martina Cimmarosa, Sara Guerra, Chiara Boccia, Nunzia D’Ambrosio.

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