Anima23, mostra fotografica di Valerio Pastore al museo Calatia

Anima23, mostra fotografica di Valerio Pastore al museo Calatia

(Comunicato stampa) -Sabato 11 novembre dalle ore 18:30, con un apertura serale straordinaria al Museo Archeologico di Calatia (Maddaloni, Caserta) sarà inaugurata la prima mostra fotografica di Valerio Pastore, intitolata “Anima23”. Un viaggio intimo e intimistico che attraverso un percorso di immagini e testi vuole raccontare il malessere della nostra società attraverso le emozioni di chi, negli anni più importanti della sua gioventù, è stato privato della libertà di essere e di esprimersi. Uno smarrimento generazionale conseguente al trauma della pandemia e ai nuovi e vecchi conflitti militari, che ha scatenato un ritorno inaspettato a limitazioni sociali e di espressione.

All’evento parteciperanno:

Valerio Pastore, Fotografo e autore di Anima23

Antonio Salerno, Direttore del Museo Archeologico di Calatia

Nadia Verdile, Scrittrice e Giornalista presso il Mattino


“Siamo particolarmente contenti, per diversi motivi, di ospitare al Museo archeologico di Calatia la mostra fotografica “ANIMA23. VIAGGIO NELLE NUOVE GENERAZIONI DELLA PANDEMIA” di Valerio Pastore. Innanzitutto questa esposizione si pone in linea con la nostra scelta convinta di far dialogare Antico e Contemporaneo nel Museo, creando una feconda connessione culturale tra diversi orizzonti di tempo e di pensiero. C’è poi un motivo ancora più profondo, legato ai contenuti delle opere esposte. La mostra affronta infatti importanti temi sociali attraverso immagini e testi che catturano il malessere della nostra società, in tempi di cambiamenti e sfide significative, senza tuttavia perdere di vista quella visione di speranza che ci proietta verso il futuro. Vi aspettiamo numerosi per condividere un’esperienza artistica capace di regalarci un nuovo sguardo sulla realtà e farci vivere l’emozione di scoprire una parte nascosta della nostra anima.”

Ha dichiarato Antonio Salerno, Direttore del Museo Archeologico di Calatia


 “Come documentato dalla recente ricerca “L’Era del Disagio” curata dall’INC – PR Agency First, Astra Ricerche e Rai per la sostenibilità, tra le vittime di vecchi e nuovi disturbi psicologici (ansia, depressione, apatia, disturbi del sonno e similiari) spiccano le donne della “Generazione Z”, che nella sfera tra i 14 e i 30 anni costituiscono oltre il 65% dei casi.

Quella che compone la mostra di Anima23 è quindi una fotografia tanto ritrattista, quanto scenografica, volta a raccontare sentimenti quali rabbia e disillusione, ma anche l’appartenenza a un mondo decadente, abbandonato e calpestato, eppure ancora colmo di vita e di speranze…  riflettendosi qui nei volti delle prime protagoniste di questa esposizione: quelli di Cassandra, Anna Lou, Martina, Victoria e Ivana.

Insieme a ognuno di loro ho scelto un luogo che le rappresentasse al meglio, dove essere se stesse… per riuscire a cogliere proprio lì, in quei luoghi lontani e spesso fatiscenti, isolati eppure magici, quel malessere interiore. Un malessere che non ha razza, colore né orientamento sessuale

Ha dichiarato Valerio Pastore, autore della mostra.

 Le cinque sezioni dedicate alle protagoniste dell’opera in esposizione al Museo Archeologico di Calatia saranno costituite ognuna da sei scatti (per un totale di trenta stampe di grandi dimensioni), di cui una metà circa a colori e l’altra metà a pieni colori.

Il numero 23 inserito nel titolo dell’opera, come sottolinea Valerio Pastore, in numerologia simboleggia le tre fondamentali di cui la generazione della pandemia è stata recentemente saccheggiata: il gioco, la scoperta e l’innocenza. Allo stesso tempo, proprio per i suoi particolari significati, è stato da tempo adottato nei movimenti di sotto-culture musicali tra i quali spicca fortemente la comunità dei travellers (ravers), tornati sotto i riflettori mediatici ultimamente quali obiettivi di un irrigidimento sociale se non peggio.“Anima 23 è il racconto, immagini e parole, di un attraversamento tra coscienze, attese, sogni, prigioni. È una ricerca del bisogno di umanità, di frammenti di libertà. Valerio Pastore parla con le foto, ritrae con le parole. È la magia di chi è alla ricerca della profondità”, commenta Nadia Verdile, scrittrice e giornalista presso Il Mattino

Durante l’inaugurazione oltre a partecipare al Vernissage e incontrare liberamente l’autore della mostra e alcune delle modelle ritratte negli scatti in esposizione, sarà possibile visitare Il Museo Archeologico di Calatia liberamente in una eccezionale apertura serale, fino alle 23.

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