Caserta, pronti 2 milioni per il sostegno alle fasce deboli
È stato approvato un decreto ministeriale per l’attuazione del cosiddetto SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva), un sistema che prevede l’erogazione di un sussidio economico a nuclei familiari con minori in condizioni di povertà, condizionale all’adesione ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa. Questo decreto prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro per l’Ambito Territoriale C1, di cui Caserta è capofila, di finanziamenti a valere sul Fondo Sociale Europeo, programmazione 2014-2020, Pon “Inclusione”, destinati a iniziative da presentare entro il 31 dicembre 2016.
I Comuni capofila degli Ambiti Territoriali, quindi, dovranno presentare i loro progetti per la realizzazione di interventi di attuazione del SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), con azioni da effettuare nel campo del rafforzamento dei servizi sociali o con interventi mirati nel settore socio-educativo e di attivazione lavorativa e in materia di promozione di accordi di collaborazione in rete. L’Ambito C1, oltre a Caserta, che è capofila, comprende anche i Comuni di San Nicola La Strada, Casagiove e Castel Morrone. I cittadini potranno presentare la richiesta per il SIA dal 2 settembre. I richiedenti devono avere nel nucleo familiare almeno un minore o un disabile o una donna in stato di gravidanza e un ISEE inferiore o uguale a 3mila euro. Inoltre, chi fa richiesta non deve beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti, di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati, non deve essere proprietario di beni durevoli di valore. Il beneficio mensile va dagli 80 euro per un nucleo familiare composto da una sola persona fino ai 400 euro per un nucleo di 5 o più membri.
Il SIA è un modello di riferimento tra i piani di lotta alla povertà a livello nazionale. Per accedervi è necessaria una valutazione multidimensionale del bisogno dei membri del nucleo familiare e la costruzione di un patto con i servizi. Tale patto implica, da parte dei servizi, una presa in carico nell’ottica del miglioramento del benessere della famiglia e della creazione di condizioni per l’uscita dalla condizione di povertà e prevede, da parte dei beneficiari, una adesione al patto con la conseguente adozione di una serie di comportamenti virtuosi quali, ad esempio, la ricerca attiva del lavoro, la partecipazione a progetti di inclusione lavorativa (tirocini, borse di lavoro ecc.), la frequenza scolastica dei figli minori, l’adesione a specifici percorsi eventualmente individuati dai servizi specialistici (ad esempio: comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, percorsi di fuoriuscita dalle dipendenze ecc.).
“Con questo decreto – ha spiegato il sindaco di Caserta, Carlo Marino – abbiamo un’importante possibilità di realizzare progetti a sostegno delle fasce più disagiate. Come capofila Caserta coordinerà l’attività degli altri Comuni appartenenti all’Ambito Territoriale C1 e non ci lasceremo sfuggire questa opportunità. La protezione sociale, con la tutela dei più deboli, – ha concluso Marino – è la nostra assoluta priorità”.
Fonte: Comunicato stampa
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