Covid-19. L’intervento di Fareambiente Campania Onlus

Covid-19. L’intervento di Fareambiente Campania Onlus

Claudio Sacco -In questo periodo il tempo sembra essersi fermato, ogni giorno trascorso sembra uguale a quello precedente oltre che a quello successivo, ci sono momenti in cui si alternano continuamente paure frammiste a rabbia, a sensi di colpa e soprattutto all’impotenza, quella che si prova innanzi ad un nemico subdolo, vorace ed invisibile!

Mai avremmo immaginato di vivere quest’angoscia o, per lo meno, il nostro istinto di sopravvivenza ci portava a non pensarci. Ma oggi siamo qui a constatare drammaticamente tutta la nostra umana fragilitΓ , immersi in un continuo rimbalzare di stati d’animo, spesso contrastanti, ma che perΓ² hanno tutti un unico filo conduttore, ossia mettere allo scoperto tutta la nostra fragilitΓ  e le nostre incertezze, perchΓ© quelle che avevamo, si sono dissolte come neve al sole, mettendo improvvisamente in discussione tutta la nostra β€œesistenza”.

Vorrei poter cominciare questa personale ed asettica analisi dell’attuale  momento storico, da una convinzione, ossia che non credo affatto che in tutta questa vicenda vi sia il dolo dell’uomo dietro al disastro che stiamo vivendo, forse c’è stata, accanto all’unica e vera protagonista che Γ¨ indiscutibilmente la forza della natura, una superficialitΓ  dell’uomo nella gestione dell’evento, il quale ha sempre dato per scontato il pieno controllo su di essa, spesso infischiandosene dei tanti segnali di sofferenza e ribellione, che negli ultimi tempi, gli sono stati inviati. Eravamo troppo sicuri che i sistemi di difesa, contro i rischi naturali ed antropici, sarebbero stati efficaci e sempre sotto il nostro pieno controllo, dando presuntuosamente per ovvio, che per ogni problema che si  fosse presentato, avremmo tempestivamente trovato la soluzione, ma purtroppo la realtΓ , in modo β€œferoce”, ci ha ineluttabilmente dimostrato, mettendoci di fronte alla dura realtΓ , che non Γ¨ l’uomo l’artefice  delle dinamiche universali.

In queste settimane di reclusione forzata, dettata sia dal buon senso che dal rispetto delle regole istituzionali imposte, Γ¨ poi capitato, di imbatterci in ogni tipo di lettura, di considerazioni o riflessioni, le piΓΉ disparate, tutte sul fenomeno del β€œcovid 19”, alcune scientificamente supportate e molto istruttive, altre un po’ meno ed altre ancora che rasentavano l’immaginazione piΓΉ fervida, neanche Verne avrebbe potuto immaginarle, ed Γ¨ anche giusto,  che in uno stato liberale come il nostro, ognuno abbia il diritto di esprimere le proprie idee e le proprie opinioni, diritto contemplato, tra l’altro, dalla nostra Carta Costituzionale, che espressamente, all’articolo 21, stigmatizza  la β€œLibertΓ  di pensiero”, anche se a mio avviso, e la giurisprudenza degli ultimi anni sembra anch’essa orientata in questa direzione,  alla base di ogni tipo di espressione, Γ¨ indispensabile che vi sia, innanzitutto il buon senso, oltre che un’analisi critica preventiva, in quanto si rischia seriamente di destabilizzare ancor di piΓΉ la fragilitΓ  umana, che in questi giorni Γ¨ messa giΓ  oggettivamente a dura prova. Comprendo appieno che ogni singolo individuo, spinto da un senso innato di β€œsolidarietΓ  sociale”, elemento che assieme al patriottismo e alla fratellanza, in questo periodo sembra essersi sintomaticamente acuito in ognuno di noi, voglia quindi rendersi utile, dando un proprio contributo, anche morale, si senta legittimato, in un mondo sempre piΓΉ mediaticamente globalizzato e connesso, ad esprimere i propri pensieri e  condividendo notizie prese nella giungla incontrollata del web, che amplificate a loro volta da superficiali condivisioni, risultano addirittura dannose sia per la collettivitΓ  che per le strategie medico/istituzionali, poste in essere per debellare il virus, rivelandosi, il piΓΉ delle volte, dei  fake, che di certo non aiutano chi Γ¨ a casa in preda all’angoscia ed alla paura. 

Per tali motivi, seppur spesso siamo di fronte ad una diffusione di notizie generata dalla solidarietΓ  e dalla buona fede, Γ¨ sempre necessario verificane preventivamente la fonte e la veridicitΓ , altrimenti si rischia di sortire l’effetto contrario alle intenzioni, generando solo maggior confusione e paura.

Tutti, invero, siamo responsabilmente chiamati ad avere un ruolo, al fine di ripristinare e ristabilire vari equilibri, prima fra tutti quello tra la prevenzione dei rischi e l’agire piΓΉ razionale e responsabile dell’uomo, in modo da prevenire o quantomeno prepararsi al potenziale propagarsi in futuro di emergenze simili a quella che stiamo attraversando, prendendo finalmente coscienza, una volta per tutte, che l’uomo non Γ¨ il padrone della terra, in quanto non Γ¨ altro che uno dei suoi tanti ospiti, accettando inoltre, la piena consapevolezza che la scienza non sarΓ  mai in grado di avere il pieno controllo della natura e delle sue possibili reazioni.

A tal proposito, si sta  discutendo molto anche di una probabile responsabilitΓ  del mondo scientifico in relazione al propagarsi del virus, richiamando di sovente la notizia del primo contagio avvenuto in Cina proprio all’interno di un laboratorio scientifico, dove uno dei ricercatori, purtroppo deceduto a causa delle gravi conseguenze del virus, sia stato il veicolo diffusore verso l’esterno di questi batteri, ma credo sia stata una prevedibile fatalitΓ , rientrante tra i cd rischi del mestiere  che ogni ricercatore mette in conto, spesso, come Γ¨ accaduto, mettendo a repentaglio persino la propria vita. Giova quindi evidenziare che la ricerca, seppur con i limiti umani sopra accennati, Γ¨ essenziale per la crescita, per lo sviluppo e per la sopravvivenza della specie umana, e per tale motivo andrebbe maggiormente incentivata e supportata con ulteriori investimenti e non di certo demonizzata, in quanto unica depositaria delle competenze necessarie per la creazione di un vaccino, unico modo per sconfiggere definitivamente questa pandemia.  

Altra argomentazione molto dibattuta, sempre in questo periodo, Γ¨ quella relativa alla ricerca sia delle cause che hanno generato il virus che della consequenziale propagazione, a tal proposito, ritengo necessario, oltre che doveroso, ricordare a tutti, che Γ¨ oggettivamente innegabile che la contaminazione chimica delle matrici ambientali, dovuta all’inquinamento ed a tutti i fattori umani che lo hanno generato, ha un impatto devastante sulla salute umana, tale correlazione Γ¨ stata confermata anche dall’Organizzazione Mondiale della SanitΓ  (OMS) oltre che da tutti gli organismi sanitari internazionali, tra cui anche il nostro ISPRA, che da decenni hanno piΓΉ volte lanciato il monito, evidenziando come i cambiamenti climatici, incidano sia direttamente che indirettamente, sulla salute umana, favorendo, appunto, la creazione ed il propagarsi di pandemie.

In tale ottica, giova all’uopo, evidenziare, che azioni antropiche come la deforestazione ed il richiamato inquinamento, stanno distruggendo gli habitat naturali degli animali, rompendone gli equilibri biologici ed ecologici, avvicinando cosΓ¬ sempre di piΓΉ gli stessi all’uomo, creando in questo modo un ambiente propizio allo sviluppo ed alla traslazione di malattie infettive, appunto come Γ¨ accaduto con il covid 19, di cui una delle poche certezze confermate Γ¨ proprio che deriva dai pipistrelli, cosΓ¬ come tutte la altre pandemie diffuse negli ultimi anni, come l’ebola, la sars, la zika ed altre ancora, che sono tutte di origine zoonotica, ossia trasmesse dagli animali selvatici, da non confondere in alcun modo, con quelli domestici, tale precisazione va evidenziata alla luce di quanto sta accadendo nelle ultime settimane, in molti, presi da ingiustificate fobie, spesso frutto delle predette notizie fake, stanno abbandonando i propri animali di affezione, creando cosΓ¬ ulteriore scompiglio e confusione tra i corpi di volontariato giΓ  duramente impegnati nel portare svariate forme di sostegno a chi ne ha bisogno.

E’ quindi evidente che questa emergenza sta modificando radicalmente la nostra vita, ed Γ¨ proprio alla luce di questo stato di eccezionalitΓ  che l’uomo ha l’obbligo di rivedere tutto il suo operato e porre in essere con urgenza dei rimedi, che vadano profondamente ad incidere sullo stile di vita sinora condotto. Bisogna patire dal richiamo della propria coscienza, avere un approccio eticamente corretto sia verso i propri simili, nutrendo amore per il prossimo e compiendo atti solidali, dimostrando cosΓ¬ di β€œesistere” e non solo di essere un mero numero tra i miliardi di abitanti della Terra, e sia verso l’ambiente, mostrando il dovuto rispetto verso chi ci ha sempre donato  tutto senza mai chiedere nulla in cambio. Solo con dei cambiamenti radicali che fondano le proprie radici nella piena consapevolezza di essere  degli ospiti del pianeta e non i suoi padroni,  solo in questo modo, si possono gettare le basi per un futuro sostenibile  che tenga conto delle reali esigenze del pianeta.  

Infine, Γ¨ sotto gli occhi di tutti, che questa pandemia, ha messo in modo cruento ed improvviso il mondo intero, senza alcuna distinzione geografica, di fronte alle proprie responsabilitΓ , ed Γ¨ per tale motivo che essa non dovrΓ  essere vista solo come un’immane tragedia universale, ma dovrΓ  servire come sprono , rappresentando per tutti l’occasione per fermarsi e riflettere sulle condotte e sugli sbagli del passato, traendo cosΓ¬ insegnamento dalle tribolazioni attuali,  in modo che possano essere ristabilite le prioritΓ  del nostro vivere, l’uomo deve capire, una volta per tutte, che se non interviene tempestivamente, anche con una repentina inversione di rotta, la sua stessa sopravvivenza Γ¨ messa seriamente in discussione.

Lo stesso uomo, dovrΓ  quindi, avere come suo obiettivo primario, quello di saper comprendere e percepire  quali siano i bisogni reali e necessari del pianeta e soprattutto  quali siano gli spazi da lasciare alla natura senza alcuna interferenza, in modo che possa finalmente ristabilirsi,  l’equilibrio ancestrale che per milioni di anni ha portato la terra ad essere il meraviglioso pianeta che tutti conosciamo.

Concludo con la certezza che faremo tesoro di questo tristissimo β€œmomento globale”, e che sapremo rialzarci presto e trasformare tutte le nostre ansie e fobie in energia positiva e reattivo entusiasmo, in modo da poterli trasmettere anche alle future generazioni, impegnandoci sin d’ora alla β€œricostruzione” di un mondo migliore, dove l’uomo vivrΓ  rispettosamente ed in piena sintonia, con tutto quello che lo circonda, da β€œinquilino esemplare”.

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Maria Beatrice Crisci
Maria Beatrice Crisci 11309 posts

Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Medici di Caserta e giΓ  per l'Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, piΓΉ che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualitΓ  di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico CittΓ  di Salerno.

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