Tempo di festa, l’associazione che racconta i piatti borbonici

Tempo di festa, l’associazione che racconta i piatti borbonici

Press Liceo Manzoni -Nell’ambito del Pcto «Comunicare il territorio» è stata ospite del Liceo Manzoni Laura Di Guerra dell’associazione Tempo di Festa. Qual è il ruolo dell’associazione? Lavoriamo sul percorso della cucina nel tempo per far conoscere questi prodotti al pubblico, l’obiettivo è di riprodurre questi piatti scoperti e portarli all’ assaggio. La nostra idea di apertura di attività e quello di preparare piatti che si mangiavano all’epoca, convinti che siano dei piatti realizzabili oggi e che si possano davvero mangiare. Come nasce questa associazione?
Nasce con l’idea di raccontare fatti storici. Nasce prima del covid avendo in possesso poche ricette adesso la cosa è diventata più articolata prendendo dei fatti storici realmente accaduti in diversi luoghi cercando di raccontarli in maniera centrata. L’idea dell’associazione è di raccontare queste cose in maniera vivace. Chi era il personaggio storico più goloso?
Il personaggio più goloso era Gioachino Rossini. Un grandissimo goloso era anche Giacomo Leopardi, era un goloso di gelato. Ma ci sono anche altri personaggi storici appassionati di cibo e, in particolare, molti si dedicavano alla caccia di carne di selvaggina. Infatti, i piatti che non potevano mai mancare sulle tavole dei reali era la carne. Le pietanze dipendevano dal tipo di ambiente in cui ci si trovava, nelle signorie e nei palazzi più ricchi si mangiava in abbondanza e si sperimentavano anche nuovi piatti e si potevano provare cose particolari. Infatti, le persone che avevano l’opportunità di sedersi con i più ricchi potevano assaggiare nuovi piatti invece quelli più poveri rimanevano legati alla cucina tradizionale e ai cibi più semplici. Solo nel 700/800 inizia ad affermarsi la tavola tra borghesi e classe più povera. C’era un piatto che la famiglia reale mangiava in particolare?
La famiglia reale si affidava ai cuochi che amavano preparare banchetti ai ricevimenti. Nel 1700 avviene una rivoluzione in Francia anche dal punto di vista culinario. Questa rivoluzione influì soprattutto in ambito partenopeo e si va a creare un mix tra la cucina francese e quella partenopea, più fresca e più ricca di prodotti semplici come il pesce e le erbe aromatiche. Questi prodotti nella cucina francese sono molto meno presenti. Questa trasformazione della cucina vede protagonisti la casa reale e il cuoco principale. Colui che racconta questa rivoluzione è Vincenzo Corrado. E’ lui che governa il servizio dei banchetti e quello che veniva servito presso la casa reale. Non c’erano dei piatti particolarmente amati.

Realizzato da: Santoro Francesca, Anna di Lello, Ilaria de Lucia

About author

You might also like

Primo piano

Ti ci porto io! La magica atmosfera del Natale a Casertavecchia

Liceo Manzoni Press –Hai bisogno di cambiare aria? Natale si sta avvicinando, a pochi passi da Caserta si sente ancora di più, grazie ai mercatini di Natale allestiti a Casertavecchia.

Comunicare il Territorio

Acquedotto Carolino, la geniale opera di Luigi Vanvitelli

–Acquedotto Carolino. La costruzione di un acquedotto, che portasse l’acqua dalle sorgenti del Fizzo fino al Palazzo Reale di Caserta, fu un successo che diede ulteriore fama all’architetto Luigi Vanvitelli 

Comunicare il Territorio

Capua, una città ricca di storia e di cultura

Liceo Manzoni Press -Uno dei luoghi più ricchi di storia e cultura, nella provincia di Caserta, è la città di Capua, che venne fondata nel IX secolo a.C., anche se