A teatro con la Marimba dell’iPhone, un delitto senza castigo

A teatro con la Marimba dell’iPhone, un delitto senza castigo

Magi Petrillo

teatro-cellulare-962647 Di articoli sul malcostume diffuso e sul cattivo uso del cellulare ne sono stati scritti molti ma, evidentemente, non abbastanza. Al Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta c’è in scena un davvero appassionante “Delitto/Castigo”, adattamento teatrale di Sergio Rubini – che cura anche la regia oltre a essere magistralmente in scena – e Carla Cavalluzzi, con Luigi Lo Cascio, Francesco Bonomo, Francesca Pasquini e con Gup Alcaro). Ed ecco un ennesimo episodio di arrogante maleducazione che ha destato l’indignazione della maggior parte della platea, perché i maleducati, purtroppo, sono tanti oggi, spingendo me, che sul malessere dell’uomo contemporano a causa del cellulare ho scritto un saggio nel 2013, a scrivere un pezzo.

Luigi-Lo-Cascio-e-Sergio-Rubini-Perché i maleducati recidivi di turno occupavano gradassi la prima fila di destra in platea e sono arrivati in branco e, come si dice, il buongiorno si vede dal mattino: donne sulla cinquantina troppo improfumate, troppo alla moda e troppo ingioiellate, con tacchi troppo alti (che, diciamocelo, ad una certa età, oltre a sfidare il pericolo di lombosciatalgia, sono un’offesa al comune senso del pudore), accompagnate da uomini altrettando “fashionvictims” e tutti, ma dico tutti, evidentemente pronti ad eludere la sorveglianza delle povere hostess in sala, con in mano quel pericoloso aggeggio portatile che da troppo tempo oramai invade le situazioni e i pensieri dell’uomo comune e non (ultima generazione anche il cellulare, “ça va sans dire”!).

Ce ne fosse stata una, ma dico una che lo avesse messo in borsa, ce ne fosse stato uno, ma dico uno che lo avesse messo in tasca … naaaaaaaaaaaaa, le cover erano “troppo” fashion, anche loro, dunque, in bella vista sulle gambe, come da copione, incrociate.

Dopo il classico annuncio di invito a spegnere il cellulare che dovrebbe far parte oramai del bon ton dello spettatore ….. si spengono le luci, gli attori sono in scena … lo spettacolo si preannuncia, sin dall’incipit, costruito e recitato con rara raffinatezza e… Tac …. Suoneria Marimba dell’iPhone …. Pensate che la proprietaria (perché era una lei) spenga il telefono imbarazzata e chieda scusa ma no…. Risponde al telefono con una nonchalance che rasenta il pleonasmo che è a teatro …. Evidentemente chi era all’altro capo del telefono non aveva capito, perché, Tac, di nuovo Marimba, di nuovo la signora dai boccoli biondi risponde infastidita, ribadendo che è a teatro…

Per fortuna la bravura degli attori che appaiono in scena come sfigurati dalla vertigine della parola di Dostoevskij non ci mette molto a ricatturare l’attenzione degli altri, quelli che a teatro ci vanno per godere dello spettacolo … ma Tacdinuovo, la vicina della signora bionda coi boccoli è in agguato ed ecco che accende il telefono, forse per scrivere ai suoi amici su Facebook che è a teatro … il povero Lo Cascio, meno rassegnato di Rubini, dal palco le fa segno di spegnere, che la luce infastidisce gli attori ma, nulla, lei non capisce, tocca a me (tra quegli spettatori che a teatro vanno per vedere lo spettacolo di cui sopra) toccarle la spalla e spiegarle che l’attore non è impegnato in un fuori programma ma ce l’ha proprio con lei … la signora dal taglio di capelli (troppo) trendy fa spallucce e mi guarda come fossi un’aliena …. Io faccio appello a tutte le (poche in verità) nozioni di filosofia Zen che conosco e mi faccio ricatturare dalla magia ….. ma Tac …. l’amico della signora accende anche lui il telefono (sicuramente era Trump che convocava il consiglio di stato) e riprende ad illuminare il viso del povero Lo Cascio che, questa volta, a ragion veduta, perde le staffe e gliene dice quattro con il placet di tutti gli altri spettatori (quelli non maleducati). Che brutta figura, signori che spero, con tutta me stessa almeno paghiate il biglietto per stare in prima fila in platea al teatro Comunale di Caserta. Ma perché venite a teatro se poi non solo non godete dello spettacolo ma infastidite pubblico e attori con la vostra maleducazione e arroganza. Ma perché non ve ne state a casa vostra dove potete stare connessi tutto il tempo senza nuocere al pubblico decoro? Da casertana chiedo scusa agli attori sperando che gli applausi e le lacrime di commozione di quegli spettatori che a teatro ci vanno perché lo amano, li abbiano ripagati del fatto di aver vissuto, ieri, un’avventura davvero bruttina.

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Maria Beatrice Crisci
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Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Commercialisti e l'Ordine dei Medici di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, più che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualità di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico Città di Salerno.

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