Cts, al Piccolo Teatro di Caserta va in scena La Papessa

Cts, al Piccolo Teatro di Caserta va in scena La Papessa

(Comunicato stampa) -Si annuncia uno spettacolo di straordinaria bellezza quello previsto per questa settimana al Piccolo Teatro Cts di Caserta, sabato 13 aprile ore 21 e domenica 14 aprile ore 19. Il titolo di questa piéce è LA PAPESSA di Andrea Balzola con Beatrice Schiaffino. Musiche di Alessandro Panatteri; costumi di  Loredana Redivo; regia di Carmen di Marzo. Ecco la sinossi: “La donna che
vuole sapere è pericolosa… La donna che sa è ancora più pericolosa.” Ecco una della prime battute
con cui si apre questo spettacolo intimo e avvincente, che narra la storia della Papessa Giovanna, la
donna che ha sfidato ogni legge e dettame del suo tempo (IX secolo) pur di affermare la propria
identità. In un’epoca in cui la donna era discriminata fin dalla nascita come inadatta alla cultura e alla
spiritualità, Giovanna si ribella, studia, si spinge oltre ogni limite fingendosi anche uomo, fino a
rendere possibile l’impossibile: diventare Papa con il nome di Giovanni VIII. A metà – non a caso – tra
storia e leggenda, la figura della Papessa diventa archetipo collettivo di coraggio e affermazione
individuale, di conoscenza e solidità, come suggerito anche dalla misteriosa Carta dei Tarocchi. Una
storia di fede e passione, antica eppure sinistramente attuale… Il testo audace di Andrea Balzola tratta
di emancipazione al femminile, ma parla a ciascuno di noi, incitando lo spettatore a difendere la propria
libertà individuale, a qualsiasi costo. Quindi la storia di una grande donna che ha sfidato il suo tempo
per affermare la sua identità e potenzialità, partendo dalla libertà di essere se stessa e difendendo con
fierezza il suo diritto di esistere, esprimersi e agire nel mondo. Un profondo percorso identitario, quello
di Johanna, vissuto all’insegna del coraggio e della tenacia: vive e agisce di “testa” e “cuore”, affronta
una vita molto dura, si oppone a ogni regola e dettame del suo tempo (IX secolo) che discriminano la
donna come inadatta alla cultura e alla spiritualità. Con un’audacia e un’intelligenza singolari. Johanna
accoglie le sue vulnerabilità e fragilità trasformandole in virtù. La figura di Johannes Anglicus, Papa
Giovanni VIII (dall’853 all’855), e stata a lungo celata e volutamente oscurata per secoli dalla Chiesa
Cattolica e poi riesumata dalla Riforma Protestante. Avvolta nella leggenda, ha lasciato tracce in molti
documenti e anche in narrazioni eccellenti come “Le storie di donne illustri” di Giovanni Boccaccio.
Dopo le recenti conferme storiche circa la sua esistenza. Il cinema e la letteratura hanno riportato alla
luce la sua storia. La vicenda di Johanna La Papessa e narrazione e racconto, ma anche archetipo e, per
noi, viva personificazione de La Papessa dei Tarocchi (uno dei sette Arcani Maggiori femminili). Le
carte dei Tarocchi, e in particolare gli Arcani Maggiori, sono lo scrigno della più antica simbologia
occidentale. La tradizione mitologica greco-romana si mescola all’alchimia e all’esoterismo religioso,
rifacendosi alla psicanalisi junghiana e al lavoro psico-creativo di Jodorowsky. La Papessa e la carta
numero II, emblema di accumulo e gestazione (nella figura l’uovo bianco), simbolo di fede e purezza,
di acume e intelligenza sopraffina, creatrice e custode dell’alto sapere (il volume aperto sulle gambe).
Ed e altresì iniziatrice, maga, anima rinchiusa in rigida materia corporea, spirito dogmatico votato ad
un percorso solitario di ascesa verso il divino.

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