Da Napoli a Parigi, a colloquio con Cohen-Emerique

Da Napoli a Parigi, a colloquio con Cohen-Emerique

Abbiamo incontrato Margalit Cohen – Emerique dieci giorni fa nei pressi di Parigi. Ci ha concesso una lunga intervista e abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci sull’interculturale, parola così di moda in questi tempi ma ancora lontana dal portare a un reale scambio, confronto e crescita individuale e collettiva.

La psicologa definisce l’ intercultura come il campo costituito dalle interazioni tra persone e gruppi di differenti culture, includendo i rapporti e la comunicazione interculturale, i processi di acculturazione e le ricerche comparative tra gruppi di origine differente.   Oggi la minaccia identitaria e l’assenza di una presa di coscienza del quadro di riferimento di ciascuno rispetto a quello degli altri, producono sempre più un atteggiamento di chiusura quando dovremmo sviluppare quello che Margalit Cohen-Emerique definisce “atteggiamento di curiosità attiva e un interrogarsi ampio”. L’autoctono ha quasi sempre un sentimento di superiorità sul migrante in quanto è quest’ultimo a doversi adattare, afferma la studiosa. In tal modo, però, i rischi di conflitti sociali e di paure rinforzate dai media e dall’immaginario collettivo aumentano. Sarebbe auspicabile che tutti gli operatori, non solo sociali, potessero avere una formazione interculturale necessaria a vedere con una lente altra le dinamiche tra persone, gli atteggiamenti individuali e di gruppo in modo da prevenire situazioni conflittuali e da accrescere il desiderio di una comunità in cui ognuno possa essere valorizzato e riconosciuto per ciò che è.

In ognuno di noi sono presenti delle “zone sensibili”ma come svelarle a se stessi e agli altri? Tali zone sono connesse ai valori dominanti in una comunità, un gruppo, una categoria professionale ecc…Ciò spiega molti scontri che avvengono tra persone e che potrebbero essere evitati o almeno mediati nel rispetto di chi provoca l’incidente e di chi lo subisce.

Come ben sottolinea Margalit, è la scuola a giocare un ruolo fondamentale. L’insuccesso scolastico e l’assenza delle famiglie sono di frequente all’origine di sentimenti negativi, soprattutto di risentimento e di vendetta, negli studenti migranti che vivono questo fallimento. Molto lavoro è ancora da fare per il coinvolgimento delle famiglie e il sostegno necessario perché sempre più ragazzi possano conseguire buoni risultati a scuola.

Viviamo in un mondo aperto ai viaggi e agli scambi ma tante persone, anche per ragioni economiche, non si muovono dal loro paese anzi dal loro quartiere e ciò finisce per rafforzare una visione monotona della vita e del mondo e di certo non favorevole ai cambiamenti.

Margalit, come ha osservato il suo compagno, ha un “interculturale interiore”; lei sente, parla e agisce, tenendo sempre presente questa dimensione. Ci auguriamo che anche noi potremo sperimentare questo modo di essere un giorno in quanto il meticciato culturale è ancora un’utopia e di certo molti messaggi, pratiche e azioni tendono oggi solo a fare un’ intercultura di comodo e non di impatto per cui ognuno resta alla fine chiuso nel suo piccolo e rassicurante recinto.

Noi abbiamo appreso tanto in quest’incontro vis à vis con Margalit e nel percorso dei laboratori esperienziali meticci che a fatica portiamo avanti dal 2009, grazie in primis a Franca Sibilio che si è ispirato al metodo degli incidenti critici e da qualche tempo all’aiuto di facilitatori volontari e di partecipanti numerosi e provenienti da ogni angolo del mondo che si aprono al confronto e ci aiutano a organizzare ogni anno la Giornata Mondiale del Rifugiato quale momento di riflessione ma anche di gioia per aver condiviso le proprie esperienze e le molteplici identità di ognuno.

Forse è bene sapere che in tibetano la definizione di „essere umano“ è a-Gro ba, „Viandante“, „Chi fa migrazioni“.

Rosa Giordano CEICC-EUROPE DIRECT NAPOLI E Lorena Matteo NOI@EUROPA

Per saperne di più sul prossimo

laboratorio esperienziale meticcio:ceicc@comune.napoli.it noiateurope@gmail.com

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Maria Beatrice Crisci
Maria Beatrice Crisci 9646 posts

Mi occupo di comunicazione, uffici stampa e pubbliche relazioni, in particolare per i rapporti con le testate giornalistiche (carta stampata, tv, radio e web).Sono giornalista professionista, responsabile della comunicazione per l'Ordine dei Commercialisti e l'Ordine dei Medici di Caserta. Collaboratrice de Il Mattino. Ho seguito come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Inoltre, mi piace sottolineare la mia esperienza, più che ventennale, nel mondo dell'informazione televisiva, come responsabile della redazione giornalistica di TelePrima, speaker e autrice di diversi programmi. Grazie al lavoro televisivo ho acquisito anche esperienza nelle tecniche di ripresa e di montaggio video, che mi hanno permesso di realizzare servizi, videoclip e spot pubblicitari visibili sulla mia pagina youtube. Come art promoter seguo alcune gallerie d'arte e collaboro con alcuni istituti scolastici in qualità di esperta esterna per i Laboratori di giornalismo. Nel 2009 ho vinto il premio giornalistico Città di Salerno.

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