Finite le scuole. La vacanza diventa un rito cittadino sempre più notturno
(Beatrice Crisci) “La bella estate” non è solo il ricordo di Cesare Pavese, ma è anche quello che si aspettano tutti gli studenti alla fine dell’anno scolastico. Tranne quelli alle prese con l’esame di maturità, i ragazzi degli istituti superiori, soprattutto i più grandi, hanno voglia di buttare all’aria i libri e sognano che questa sia la “loro” estate, quella delle vacanze avventurose, fatte di incontri e di scoperte, di nuove sensazioni, di emozioni.
Chi si sta avvicinando alla “notte prima degli esami” è invece legittimamente preoccupato per la prova finale e già si interroga sul suo futuro universitario. In questi giorni l’ansia da esame prende il sopravvento sulla progettazione delle vacanze, ma da qui a un mese, risolta la pratica, tutti i “maturati” si tufferanno in quella che dovrà essere per loro la “grande estate”, quella che segnerà il confine tra la scuola superiore e l’Università.
Tranne loro, dunque, tutti gli altri degli istituti superiori sono legittimamente già in vacanza. Molti hanno concluso il ciclo di interrogazioni da pochi giorni e ora sono inclini all’otium, neanche tanto letterario. Magari propendono per qualche film o qualche concerto. Tanti riscoprono il gusto delle partitelle di calcio e di basket, riscoprono la piscina, corrono, vanno in bicicletta. E poi c’è il grande calcio che non va mai in vacanza. Per gli appassionati e gli insonni ci sono le competizioni degli Europei e della Coppa America, un’overdose televisiva. E c’è anche il calciomercato a tenere banco. Insomma, per tutti, ma soprattutto per i più pigri, la televisione non farà mancare le sue capacità attrattive.
Per i ragazzi, poi, l’estate significa poter vivere la notte, poter posticipare l’ora della ritirata. L’abitudine, durante l’anno scolastico, di tardare solo nei weekend, durante la bella stagione diventa consuetudine quotidiana. Si entra in una sorta di sabato continuo, in una giostra fatta di peregrinazioni urbane da un posto all’altro. La movida estiva ha in questi giovani nomadi notturni la sua essenza, fin quando non ci saranno le ferie balneari, quelle sempre più brevi, sempre più occasionali.
La vacanza è diventata, infatti, un rito cittadino e i tanti locali della città si sono attrezzati ad accogliere il popolo dei vacanzieri urbani. La nuova generazione ha imparato a respirare la città di notte e a divertirsi on the road.
@beatricecrisci
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