Stress da ferie, con il focusing si impara ad ascoltare il corpo

Stress da ferie, con il focusing si impara ad ascoltare il corpo

Armando Rispoli (psicologo e psicoterapeuta)

– Troppo spesso non ci soffermiamo abbastanza ad ascoltare il nostro corpo e tantissimi segnali che questo ci invia, inclusi quelli che passano dalla nostra pancia. Eppure lui ci parla continuamente. Ci mette in guardia su ciò che stiamo facendo che proprio non gli va a genio. Ci invia dei segnali inequivocabili che noi puntualmente evitiamo di ascoltare. Andiamo avanti imperterriti. Perché non accettiamo possa intralciare i piani della nostra mente. Che ad esempio possa farci sintonizzare su stati d’animo differenti da quelli che avevamo programmato per quella giornata. E allora, se abbiamo un malessere, invece di ascoltarlo, lo mettiamo a tacere, spesso inconsapevolmente e in maniera automatica, abitudinaria. Così facendo, però, nel momento in cui, di punto in bianco, molliamo la presa, nei weekend per esempio o durante le vacanze estive ecco che il corpo ci presenta il conto. Ed è assolutamente normale. Quando glielo consentiamo, o meglio, quando siamo distratti, il nostro corpo cerca di ripulirsi. Chi non conosce la cefalea, il mal di pancia o la diarrea del weekend (per non parlare della sindrome dell’intestino irritabile), la stanchezza infinita, il male al collo, il dolore ai muscoli, l’irrequietezza e via dicendo? Tranquilli, sono semplicemente il modo in cui il corpo prova a ripristinare il suo equilibrio! Per cui invece di spaventarci, continuare a lavorare instancabilmente, fare 3000 faccende, guardare maratone di film, riempire tutto il weekend, faticare anche in spiaggia e rimandare il tempo del riposo pur di non provare quelle “fastidiose sensazioni”, proviamo a fare qualcosa di diverso: impariamo ad ascoltare il nostro corpo quotidianamente! Un piccolo esercizio che possiamo provare a mettere in pratica quotidianamente, per pochi minuti al giorno, è il focusing. Il focusing è un metodo semplice ma potente di esplorazione di sé e auto-consapevolezza, basato sull’ascolto empatico del corpo. Il focusing è per tutti.

È un metodo che aiuta a risvegliare una capacità innata di tutti gli esseri umani, quindi può essere appreso e praticato a qualsiasi età. Per prima cosa, si crea lo spazio. Creare lo spazio significa concentrarsi su noi stessi, ascoltando il nostro fisico. Magari ad occhi chiusi o fissando uno sfondo. Questo ci aiuta a immergerci nel momento presente, predisponendoci all’ascolto dei sussurri del Corpo. Immersi nel qui e ora, possiamo portare l’attenzione all’interno e “stare con noi stessi” oppure “fare compagnia a una situazione”. Possiamo chiedere al Corpo “come sto ora?”, “di che cosa ho bisogno?” in generale oppure rispetto a qualcosa di specifico. Ascoltando con pazienza, sentiremo nascere una sensazione in un punto preciso. Un formicolio della lingua, la tensione di un muscolo, una sensazione di calore oppure un brivido… sono segnali che siamo sulla strada giusta. Ognuno ha i suoi segnali corporei. Successivamente proviamo poi ad associare alla sensazione un simbolo (una parola, un’immagine, un gesto, una persona,  una scena) che la rappresenti i che pensiamo abbia a che fare con quel segnale del corpo. Quando l’immagine che abbiamo associato corrisponde davvero alla sensazione provata, avvertiremo una sensazione di sollievo, di leggerezza, di liberazione. Significa che siamo arrivati al punto, che ci siamo sintonizzati. Significa che abbiamo dato forma ed ascolto a ciò che stavamo ignorando. Ora la parte più complessa è accettare, lasciar andare, non giudicare, accogliere questo processo. Non preoccupiamoci se non riusciamo a farlo facilmente, proviamoci senza prestazione. Già soltanto aver dato ascolto aprirà la strada, nel tempo a piccoli cambiamenti nel quotidiano, come il riuscire a fermarsi e perché no anche a grandi trasformazioni personali. Provare per credere.

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Claudio Sacco
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Giornalista. Segue come addetto stampa numerose manifestazioni e rassegne di livello nazionale e territoriale. Art promoter.

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